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MARSALA. «I Grant You Refuge»: una mostra per dare voce a Gaza attraverso gli occhi dei suoi fotoreporter

Arriva a Marsala «I Grant You Refuge», una mostra fotografica collettiva che nasce con l’obiettivo di dare voce e visibilità alla drammatica sofferenza del popolo palestinese vissuta nella Striscia di Gaza.
L’esposizione sarà inaugurata il 19 maggio e resterà visitabile fino al 23 maggio dalle ore 09 alle 13 e dalle 16 alle 19 al complesso monumentale San Pietro via Ludovico Anselmi Correale, 12. In quei giorni, le immagini di sei fotografi palestinesi racconteranno dolore, resistenza e speranza, offrendo al pubblico un percorso intenso che invita a guardare oltre l’indifferenza.
L’iniziativa è promossa dall’A.N.P.I. sezione “Vincenzo Alagna”, dall’Associazione Comitato per la Difesa della Costituzione – sezione di Marsala, dalla C.G.I.L. Camera del Lavoro di Marsala e da Legambiente Marsala-Petrosino.
Al centro dell’esposizione ci sono le immagini di sei fotografi della Striscia di Gaza: Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Mohammed Jaras e Shadi Al-Tabatibi. Sei sguardi diversi, accomunati dalla stessa urgenza di documentare la realtà, custodire la memoria, rompere il muro dell’indifferenza.
Il titolo della mostra trae ispirazione dall’omonima poesia della scrittrice e poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa il 20 ottobre 2023 nella sua abitazione nel sud di Gaza durante un raid israeliano. Un titolo che diventa messaggio, richiesta di ascolto, invito alla responsabilità umana prima ancora che politica.
Le fotografie esposte non raccontano soltanto la distruzione. Dentro ogni immagine emerge anche la forza di un popolo che continua a resistere, la dignità delle madri, l’infanzia che prova a sopravvivere tra le macerie, la fermezza di una comunità ferita ma non spezzata. Ogni scatto diventa testimonianza, frammento di verità, memoria visiva di uno dei conflitti più devastanti del nostro tempo.
Particolarmente forte è il ruolo dei fotoreporter che vivono e lavorano a Gaza. Non osservatori distanti, ma testimoni immersi nella stessa tragedia che documentano. Come ricorda Shadi Al-Tabatibi, essere giornalista a Gaza non significa soltanto avere una macchina fotografica ma significa rischiare la propria vita per mostrare al mondo ciò che accade. Ogni clic può essere l’ultimo, ma proprio per questo ogni fotografia assume il valore di un atto di coraggio, di denuncia e di umanità, dove la vita e la morte sono spesso separate da istanti brevissimi.La mostra è curata da Paolo Patruno, fotografo e film-maker documentarista, da anni impegnato nella documentazione di temi legati ai diritti umani e alla salute materna, soprattutto nel continente africano. I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti e premi a livello internazionale.
“I Grant You Refuge” è dunque molto più di una mostra fotografica. È un percorso di coscienza. È un invito a fermarsi, osservare, comprendere. In un tempo in cui le immagini scorrono rapidamente e spesso vengono consumate senza lasciare traccia, questa esposizione chiede al visitatore di guardare davvero, di sostare davanti ai volti, alle macerie, ai gesti quotidiani di chi continua a vivere dentro l’orrore.
Visitare questa mostra significa compiere un gesto di attenzione e di partecipazione. Significa riconoscere il valore del fotogiornalismo come presidio di verità e come strumento indispensabile per raccontare ciò che altrimenti rischierebbe di restare invisibile.