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Tradizione, solidarietà e comunità. l’AGA di Salemi realizza la Cena di San Giuseppe

A Salemi la tradizione torna a vivere grazie all’impegno e alla passione dell’Associazione Giovani Anziani (AGA), presieduta da Maria Cusumano, che anche quest’anno ha realizzato una suggestiva e caratteristica Cena di San Giuseppe, uno dei momenti più identitari e sentiti della cultura popolare salemitana. Dietro la bellezza della tavola votiva c’è il lavoro paziente e creativo di alcune vere artiste del pane, che con abilità e dedizione hanno trasformato farina e acqua in autentici gioielli della tradizione. Le sculture di pane sono state realizzate da Maria Cusumano, Rosa Ferrante, Crocetta Gucciardi, Franca Alopari e Rosalia Accardi, custodi di un sapere antico che continua a tramandarsi di generazione in generazione. Ma la riuscita della Cena è il risultato di uno sforzo collettivo. Tutti i soci dell’associazione hanno collaborato con entusiasmo, mettendo tempo, energia e passione al servizio della comunità. Un contributo fondamentale è arrivato anche da Salvatore Scimemi che ha realizzato la struttura della Cena. L’altare votivo è già stato benedetto, segnando l’inizio di un percorso che culminerà giovedì 19 marzo con la cerimonia tradizionale, resa possibile grazie alla collaborazione solidaristica dei partecipanti, che contribuiranno ad arricchire le pietanze che, come da tradizione, possono essere più di cento. Non mancheranno i prodotti della tradizione contadina e popolare: verdure, legumi, conserve, dolci e preparazioni tipiche, in un trionfo di sapori che racconta la storia e l’identità del territorio. Come vuole la consuetudine, la carne è esclusa, mentre sarà immancabile la pasta con la mollica, simbolo semplice e autentico della Cena di San Giuseppe, che verrà distribuita a tutti i presenti. La Cena non è soltanto una celebrazione religiosa ma è un gesto di condivisione, memoria e solidarietà che coinvolge l’intera comunità. L’impegno dell’Associazione Giovani Anziani dimostra come la forza delle tradizioni possa continuare a vivere grazie al volontariato, alla partecipazione e all’amore per la propria terra. Ancora una volta, l’AGA di Salemi riesce a trasformare una ricorrenza antica in un momento di incontro, identità e generosità, ricordando che le tradizioni non si conservano nei libri, ma nelle mani e nei cuori di chi le custodisce ogni giorno.