ComuniPrima paginaSalemi

SALEMI. Il Coro del Cuore a carnevale regala sorrisi, musica, memoria e abbracci

Paolo Cammarata, instancabile studioso delle tradizioni locali e paziente custode della memoria del paese, ha ricordato in un post che c’era un tempo in cui a Salemi il Carnevale non era solo una festa, ma un teatro a cielo aperto. Personaggi allegorici attraversavano il paese trasformandolo in una commedia collettiva. C’era «Cicciu Attuppateddu», storico titolare del bar di via Amendola, c’era Sidoru Rubino, «u Commissariu», e poi il professore Neddu Grassa insieme a Michele De Castro e Ciccio Agueci. Tutti capaci di mettere in scena spettacoli pungenti, ironici, spesso cuciti sui fatti del momento. Un Carnevale canzonatorio, creativo, popolare. Uno spasso che apparteneva a tutti i salemitani. Sono immagini lontane nel tempo, ma ancora vive nella memoria dei meno giovani. È una tradizione che qualcuno continua a tenere accesa, magari con linguaggi nuovi e con una sensibilità più altruista, ma con la stessa voglia di condividere gioia e festa collettiva. A raccogliere quell’eredità, in forma moderna, è il «Coro del Cuore» dell’Associazione AGA, che di queste incursioni felici è ormai esperto. Non un episodio isolato, ma una continuità di gesti ripetuti nel tempo, con la musica come chiave per aprire porte, accorciare distanze, ricordare che la festa è vera solo quando include tutti. Arrivano alla casa di riposo San Damiano di Salemi. Nel corridoio si inizia a sentire allegria e il ritmo delle mani che battono il tempo. Infine le voci entrano e riempiono la stanza. Ed è già festa. Il Carnevale non è più solo una data sul calendario, ma si trasforma in colore, memoria e leggerezza tra gli anziani ospiti, increduli ma felici. Tra canzoni conosciute da generazioni, ritornelli che riaffiorano come vecchie fotografie e sorrisi che si accendono uno dopo l’altro, gli anziani ospiti non rimangono spettatori. Cantano, battono le mani, partecipano con un entusiasmo che per un attimo cancella età e fragilità. In quei minuti non c’era un palco, non c’era chi cantava e chi ascoltava. C’era un unico gruppo unito dalla stessa gioia. Il «Coro del Cuore» conferma così una vocazione che va oltre l’esibizione. Tornare, esserci, ripetere il gesto finché diventa abitudine di affetto. E ogni volta accade la stessa magia silenziosa. Si entra pensando di dare qualcosa e si esce avendo ricevuto molto di più. Nella foto: Antongiulio Caradonna, Agnese Longo, Anna Maria Crimi, Angela Verdirame, Mario Livuzza, Franca Alopari, Rina Safina, Salvatore Scimemi e Caterina Picconi.