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Camporeale. Cronistoria di un crollo annunciato

Ci sono crolli che fanno due volte rumore. Prima nel silenzio delle segnalazioni ignorate, poi nello schianto finale. Quello avvenuto in via Principe di Camporeale appartiene a tutte e due le categorie. Un crollo annunciato, previsto, fotografato, denunciato e lasciato accadere. 
La storia comincia mesi prima. I residenti osservano il muro che si gonfia, si inclina, si sfalda. Non serve essere tecnici per capire che qualcosa non va. Basta guardarlo. Le segnalazioni arrivano sempre più insistenti all’amministrazione che invece di intervenire in modo tempestivo, temporeggia. La segnalazione arriva anche dall’opposizione. «Era questione di tempo», raccontano i consiglieri. «Non era allarmismo ma semplice evidenza».
I consiglieri di minoranza effettuano un sopralluogo. Le immagini scattate parlano da sole. ci sono crepe profonde e un muro con una pancia da obesi. Si tratta di una struttura compromessa, un immobile già oggetto di interventi comunali per metterlo in sicurezza che appaiono, a detta dei consiglieri, «raffazzonati e inefficaci. Il tetto rimosso. I detriti accumulati all’interno. Le piogge che entrano liberamente. Il peso che grava sulla struttura. Un intervento dell’ufficio tecnico che peggiora il pericolo invece di eliminarlo. Uno spreco di soldi pubblici – continua ad incalzare l’opposizione – e una messa in sicurezza che somiglia all’equilibrio precario di una sedia a tre gambe».
«Era una scena che faceva paura», spiegano. «Chiunque passasse da lì avrebbe capito che non era una situazione normale. Eppure chi doveva intervenire ha continuato a minimizzare».
«Via Principe di Camporeale non è una stradina periferica – incalzano i consiglieri di “Tutti per Camporeale”-. È una delle arterie più trafficate del paese. Pedoni, auto, famiglie. Un flusso continuo. Il muro pericolante incombeva su quella strada come un conto alla rovescia visibile a tutti».
Poi accade l’inevitabile. Il crollo arriva improvviso ma non inatteso. Appena dopo poche ore che l’opposizione segnala il pericolo. Il boato scuote la via. Polvere, macerie, silenzio. Per pura fortuna, e solo per fortuna, in quel momento nessuno era lì nel momento del crollo. «Dobbiamo ringraziare il caso», dicono i consiglieri. «Non la prevenzione ma la fortuna che nessuno passasse». Ed è qui che la cronaca diventa accusa.
«Mentre noi segnalavamo un pericolo reale – denunciano i rappresentanti dell’opposizione – l’amministrazione era impegnata in passerelle mediatiche, feste e dirette social. La sicurezza dei cittadini è stata trattata come un fastidio secondario. Una priorità rovesciata che oggi si misura in macerie».
Le parole sono dure, ma il crollo le rende difficili da archiviare come polemica politica ordinaria. Perché il punto non è solo il muro caduto. È la sequenza di temporeggiamenti che lo precede.
L’opposizione chiede ora interventi immediati con messa in sicurezza degli immobili pericolanti, rimozione urgente delle macerie, controlli sistematici. «Questo episodio deve essere un monito – dichiarano -. Non possiamo aspettare il prossimo crollo per scoprire di avere ragione».
Il paese intanto guarda quella ferita aperta sull’asfalto e si domanda: «se era così evidente, perché nessuno ha agito in tempo prima dello schianto?»