Tassa sui rifiuti, c’è un’ulteriore riduzione

SERVIZI. I risparmi ottenuti grazie alla sinergia tra uff ici e società di gestione e alla collaborazione dei cittadini. Si riducono ulteriormente le tariffe relative alla tassa dei rifiuti. Gli uffici stanno in questi giorni predisponendo l’invio degli avvisi di pagamento. I cittadini, guardando ai numeri e alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale, constateranno una ulteriore riduzione, per il quarto anno consecutivo, dell’odiosa tassa. Il Piano finanziario, redatto dal gestore del servizio di raccolta dei rifiuti, cioè l’Ufficio tecnico comunale in collaborazione con il settore finanziario, è stato approvato dal commissario straordinario con i poteri del Consiglio, il 13 marzo. La Giunta comunale, dal canto suo, ha approvato le tariffe della Tari. Il sindaco soddisfatto Soddisfatto, per i risultati raggiunti, il sindaco Vito Sciortino. Dal 2014 in avanti, confrontando i dati con il 2018, il lavoro svolto ha consentito una riduzione della Tari, secondo il primo cittadino, di circa il 35 per cento per le utenze domestiche e del 25 per cento per le attività economiche. Il lavoro di squadra, secondo l’amministrazione, è la chiave di lettura dei risultati raggiunti. Merito quindi dell’Agesp, la società che gestisce il servizio, con i suoi quindici operatori ecologici, per la raccolta più attenta ed accurata; dell’amministrazione per la vigilanza sulle modalità di raccolta; della Polizia municipale per i numerosi controlli, durante i quali inizialmente si limitava a delle ammonizioni, ma che verso gli irriducibili, di recente ha intensificato sia i controlli che le multe: dopo la fase delle semplici ammonizioni, si è passati alla «tolleranza zero». Merito soprattutto dei cittadini per l’ulteriore miglioramento nel modo di conferire i rifiuti. Tutto ciò si è tradotto nel motto «più differenziata, meno tassa». Ma l’obiettivo dell’amministrazione è quello di porre in essere una più capillare azione nei confronti dei grandi produttori di rifiuti che sono le aziende che operano nella zona industriale, o le grandi attività di intrattenimento (ristoranti soprattutto) per aumentare la differenziata con una stretta collaborazione con gli operatori del settore. Come si compone la tassa Il principio comunitario «chi inquina, paga» è stabilito da una direttiva del Parlamento europeo e da un’altra del Consiglio del 19 novembre 2008: questo è il principio imposto ai comuni per commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie. Quindi le tariffe sono suddivise in due grandi categorie: «utenze domestiche» ed «utenze non domestiche». Quelle domestiche sono suddivise in sei sottocategorie definite in base al numero dei componenti del nucleo familiare, mentre le utenze non domestiche sono suddivise in trenta categorie. Rimasto inalterato il principio di applicare la tassa in relazione della superfice calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. E ciò incide molto su un territorio dove le superfici abitative sono elevate in rapporto alla popolazione residente. Altro principio riguarda il costo delle tariffe che «debbono assicurare la copertura dei costi di investimento e di esercizio del servizio di raccolta ». Viene determinata da una quota fissa e da una viariabile per ogni singola utenza. Complicati coefficenti di adattamento ricavati nel piano verranno applicati nelle bollette; dovrebbero privilegiare i nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali. La parte variabile è invece rapportata alla quantità di rifiuti indifferenziati raccolti misurati in chilogrammi. Sulla tassa si applica poi il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali. Pietro Bonì