Poggioreale. Intimidazione «Non c’è pace tra gli ulivi»

Èproprio il caso di dire «non c’è pace… tra gli ulivi» per il sindaco di Poggioreale Lorenzo Pagliaroli (nella foto). Il primo cittadino, infatti, non ha avuto neanche il tempo di assaporare la soddisfazione per il ricorso “vinto” in merito alla mozione di sfiducia nei suoi confronti approvata dal Consiglio comunale lo scorso 21 maggio. Perché, nella notte tra il 21 e il 22 agosto, sono state date alle fiamme ben ottanta rotoballe di fieno nella sua azienda agricola ubicata in contrada Macchia Saccorafa. Un vile gesto intimidatorio che fa seguito al furto di 220 pecore subìto sempre da Pagliaroli il 12 luglio dell’anno scorso. Attestati di «piena solidarietà» al sindaco e di «ferma condanna» di questi atti gravissimi sono stati espressi dal Consiglio comunale di Poggioreale, riunitosi in seduta straordinaria lo scorso 29 agosto, dai sindaci dell’Unione dei comuni del Belice, da assessori e consiglieri comunali del territorio, dai responsabili dell’associazione antiracket «LiberoFuturo» di Castelvetrano, Enrico Colajanni e Nicola Clemenza. «Questi atti – ha ribadito Pagliaroli, determinato più che mai a portare a termine il suo mandato quinquennale – non mi spaventano e quindi non mi arrendo». Mariano Pace