Levata di scudi contro l’impianto a biomasse

AMBIENTE. L’amministrazione Sciortino “sposa” progetto della «Solgesta», ma esplodono le proteste dei cittadini ignari. Un impianto a biomasse. È quello il cui progetto è stato presentato al Comune lo scorso mese di maggio dalla romana «Solgesta. Produrrà biometano ed energia, il primo per essere rivenduto e la seconda per “nutrire” l’impianto. Ridotte, dice l’amministrazione comunale (che ha sposato il piano), saranno le emissioni in atmosfera, a cui si accosta il recupero e il riutilizzo dei prodotti secondari ottenuti. L’impianto, come ha spiegato l’ingegnere Angelo Mistretta, capo dell’Ufficio tecnico comunale, è «all’avanguardia» con una valorizzazione della gestione dei rifiuti «in linea con le direttive regionali ed europee». L’assemblea pubblica Il 12 ottobre scorso, l’amministrazione comunale, per sondare gli “umori” dei calatafimesi, ha organizzato, nella biblioteca, un incontro pubblico. Peccato, però, che l’incontro si sia tenuto solo allo scadere dei 90 giorni utili previsti per il cosiddetto «silenzio assenso». Il dubbio di molti cittadini, che avevano già notato dei “movimenti sospetti” nell’area di Gallitello, era ed è quello che lì possa nascere un inceneritore camuffato sotto falso nome. Già nel 2012 e nel 2014, infatti, vi erano stati dei tentativi, da parte di altre società, di far nascere impianti simili, in ultimo quello di un gassificatore bloccato poi in seguito alle proteste delle associazioni ambientaliste. A interessarsi della vicenda, è stata Valentina Palmeri, parlamentare regionale del Movimento cinquestelle, la quale ha ottenuto gli atti solo dopo due mesi dalla richiesta avanzata. Elemento il quale ha fatto ulteriormente insospettire chi già non nutriva pensieri floridi sull’impianto, e che hanno trovato conferma nei pareri dei tecnici ai quali la Palmeri aveva posto deli quesiti; tecnici che hanno confermato l’ambiguità della struttura, così come molti hanno detto nel corso dell’incontro, al quale, oltre a Mistretta, hanno relazionato il sindaco Vito Sciortino e l’ingegnere Alessandro Daneu, rappresentante della «Agatos energia», partner del gruppo Enel e che si occupa di «energie alternative », tra cui gli impianti eolici. La «Agatos» è socia di «Solgesta » e di altre due società nate da poco tempo e inattive. Tutte, come è stato anche chiarito, con «finalità di scopo ». All’interno dell’impianto, hanno sostenuto, verrebbe trattato solo l’organico a basse temperature: procedura che eliminerebbe la formazione di diossine. Stando alla relazione accompagnatoria, però, le temperature previste oscilleranno tra 600 e i 1200 gradi. È ovvio che l’interesse primario delle società, benché dichiarino il progetto di pubblica utilità, non sia quello di risolvere il problema dei rifiuti, bensì perseguire l’obiettivo di creare un combustibile a minore emissione di anidride carbonica, tramite la trasformazione dell’organico in fibre che verranno poi gassificate per il recupero di energia. «La potenzialità dell’impianto è di media di 420 tonnellate al giorno di materie prime che potranno essere rappresentate anche da rifiuti organici per complessivi 130mila tonnellate all’anno», di cui solo 60 di organico. L’impianto sarebbe anche autorizzato a ricevere carta, plastica, gomma e cartone. E ciò perché è possibile che, per errore, si possano trovare quantitativi, anche poco rilevanti, di queste materie tra l’organico trattato: si tratta, come ha spiegato Daneu, «di una misura preventiva finalizzata a giustificare la presenza di altri materiali all’interno dell’impianto». Non si spiega però il perché sia stata chiesta l’autorizzazione per accogliere ben 70 tonnellate al giorno di altre materie, ovvero una quantità superiore a quella prevista per l’organico (60). La posisione di Sciortino Il 13 settembre Sciortino aveva espresso parere favorevole, condizionandolo al «rispetto e alla tutela dell’ambiente e del paesaggio rurale circostante», alla garanzia «del reclutamento del personale tra i residenti di Calatafimi », alla pulizia delle strade extraurbane e alla fornitura di biogas da destinare alle auto comunali con una riduzione del cinquanta per cento sul prezzo medio di mercato. Agostina Marchese