Le elezioni di Calatafimi «abortite». Lanza scaldava i motori

Sono sette i comuni siciliani coinvolti dalla decadenza dei sindaci (oltre a Calatafimi ci sono Casteldaccia, San Piero Patti, Castiglione di Sicilia, Valdina, Monforte San Giorgio e Monterosso Almo). Ma l’Anci Sicilia, l’associazione dei comuni, non ci sta. In una riunione svoltasi a Palermo il 26 aprile, si è schierata dalla parte dei sindaci e si è dichiarata pronta a valutare «ogni possibile iniziativa legale» contro la norma regionale che ha sancito, con effetto retroattivo, il principio secondo il quale la decadenza del Consiglio comunale determina automaticamente anche la decadenza di sindaco e Giunta. L’Anci Sicilia chiederà la modifica o l’impugnativa delle norme ritenute incostituzionali, ed assicurerà il proprio sostegno ai comuni che presenteranno ricorso coinvolgendo anche gli altri enti locali non direttamente interessati. Intanto la macchina si era messa in moto per una campagna elettorale che sembrava, seppur sommessamente, iniziata. Una campagna elettorale che s’annunciava però difficile da gestire. Le tradizionali forze politiche sono infatti in seria difficoltà, lacerate dalle recenti vicende. Erano cominciati a circolare diversi nomi da proporre per la massima carica: politici di lunga carriera e qualche neofita, ma nulla di concreto e di pubblico che meritasse effettivamente di essere citato e commentato. I partiti locali sono a pezzi, massacrati dall’ultima consiliatura proprio per l’incapacità al dialogo e alla mediazione: due elementi fondamentali per far politica. Unico ad uscire allo scoperto era stato l’ormai ex presidente del Consiglio comunale Salvatore Lanza (nella foto), che in una intervista aveva riacceso il dibattito proponendo in città il movimento «I coraggiosi» (di cui è leader il palermitano Fabrizio Ferrandelli), a cui ha aderito il locale movimento «Politica e Valori». Movimento che è da tempo in prima linea per creare le condizioni per un programma che dia certezze e continuità amministrativa ad una città che negli ultimi anni non l’ha avuta, con gravi e pesanti ripercussioni sul tessuto sociale. Lanza però dovrà aspettare, almeno altri due anni. (p.b.)