L’appello per le «Tre croci»

Salemi. Con un semplice click si può sostenere il progetto di restauro. Un appello al restauro delle «tre croci» affinché lo storico monumento ritorni allo splendore originario. Dopo il via libera da parte della Soprintendenza alla ristrutturazione dell’opera simbolo della presenza dei padri Redentoristi (chiamati anche Liquorini) a Salemi, indispensabili sono ora i contributi per salvare l’opera. Nino Curia, cittadino affezionato alla propria comunità, con la collaborazione delle associazioni «Spazio libero onlus», «Gruppo Scout Salemi 1» e dell’architetto Vito Scalisi, da oltre un anno si sta adoperando affinché il monumento venga restituito alla cittadinanza nel suo antico splendore. Numerose sono state le iniziative messe in campo per rivalorizzare tutti quei lavori e quelle bellezze architettoniche creati con la pietra “campanedda”, autoctona del luogo ed iscritta nel 2012 nel Registro delle eredità immateriali dell’Unesco. Non esigua è la cifra utile al restauro secondo i requisiti richiesti dalla Soprintendenza. Attualmente il progetto è stato candidato nella piattaforma on line «Aviva community fund», all’interno della quale tentare, con un numero alto di voti, di vincere un finanziamento dalla compagnia assicurativa. Fomdamentale resta dunque il contributo dei cittadini, che, ci si auspica, seguendo l’idea originaria, finanzino ognuno con un piccolo contributo, magari affiancati dalle aziende, l’intero importo pari a 15.300 euro. Progetto che è stato sposato fin dall’inizio dal Comune di Salemi, con il quale è nato un percorso di collaborazione grazie anche all’apposito regolamento per la cura e la rigenerazione degli spazi urbani. L’idea resta comunque che questo patrimonio culturale venga valorizzato e tutelato grazie alla sensibilità e al contributo dei cittadini-mecenati, che recuperino materialmente il bene e simbolicamente quello che è espressione del calvario di Cristo ma anche di una comunità che ospitò una importante congregazione rappresentata da sant’Alfonso, il santo raffigurato nel bassorilievo, designato da Pio XII «celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti». (a.m.)