Il viaggio di Mattia Robino alla ricerca della sostenibilità e del bene perduto

«Nemo vir est qui mundum non reddat meliorem» («Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore») recitava la sapienza latina. Tanta saggezza in una semplice frase che racchiude in poche parole un mondo di concetti, buoni propositi, principi etici, buonsenso, bontà, sacrificio, esempi da seguire. Quanti di noi si sono arresi impotenti e frustrati di fronte all’impossibilità di poter cambiare il mondo? Ma nel buio totale, una piccola scintilla fa una luce immensa e questo avrà pensato il salemitano Mattia Robino, protagonista di un insolito viaggio. Un viaggio, un itinerario improntato alla sostenibilità, alla ricerca di un’etica e di valori che sembrano svanire nella frenesia del viverre quotidiano. Se è impossibile cambiare il mondo, perché non contribuire almeno a cambiare quel pezzetto di mondo che ci gira attorno? Questo si sarà chiesto Mattia. E la risposta che si è dato lo ha portato a seguire questo filo conduttore alla ricerca della bellezza interiore e della sensibilità delle persone: bellezza e sensibilità che esistono ma magari rimangono nascoste.
Mattia ha deciso con determinazione di arrivare in Ungheria, dove vive la sua ragazza, senza un euro in tasca. Un tragitto ad impatto zero, a piedi o, quando è fortunato, tramite autostop, chiedendo ospitalità per la notte a chi si rende disponibile ad accoglierlo. Un viaggio concreto, ma che assume una dimensione quasi spirituale e che mira a far emergere, e quindi a cogliere – quando c’è – la bontà e la generosità della gente. Con i suoi account social, Mattia racconta il suo viaggio e le storie delle persone che incrocia nel suo cammino. Vite e contatti umani che si intrecciano. Una lunga immersione tra la gente, per ascoltare le storie di sconosciuti che spesso diventano sorprendentemente intimi e vicini come vecchi amici.
Nel suo viaggio, il giovane salemitano “contamina” la gente con le sue idee sulla sostenibilità, finendo con il suscitare interesse e curiosità. Mattia non è sicuramente nuovo al tema della sostenibilità ambientale: è, infatti, il fondatore di «Puntozer.0», progetto nato con l’obiettivo di consentire a chiunque vi aderisca di ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Promuove prodotti artigianali ecologici, organizza campagne di raccolta-fondi, corsi sulla sostenibilità e sul riciclo creativo, mercatini dell’usato. «Cerco di sensibilizzare le persone sull’importanza delle tematiche ambientali, per agire sia sulla cause, sia sulle conseguenze di uno stile di vita irresponsabile nei confronti dell’ambiente e del nostro stesso futuro”, spiega Mattia, che aggiunge: «Le attuali condizioni di crisi sociale, politica ed ecologica mi hanno portato a partire, quasi come una fuga in cerca di speranza. Un viaggio che punta tutto sulla generosità delle persone. Voglio riscoprire un contatto umano che sembra essere perduto e desueto».
Mattia, nel suo piccolo, ha già realizzato un’impresa. Con abilità comunicativa e con tanta empatia sta già cambiando il pezzetto di mondo che lo circonda aumentando i suoi follower e richiamando l’attenzione su tematiche che riguardano la nostra esistenza e che spesso vengono declassate e messe da parte per rincorrere le priorità che ci assillano ogni giorno. Sono molti, tanti, che si aggiungono ogni giorno ai sui canali social di puntozer.0. Tanti amici e anche tanti sconosciuti che iniziano a seguirlo su Instagram e Facebook per unirsi a lui e sostenerlo virtualmente in questa missione/avventura. Buon viaggio, Mattia.
Gaspare Baudanza