Il «pasticcio» sui rifiuti Perché costi aumentano?

Il dibattito politico che s’è scatenato dopo l’approvazione della Tari dimostra che con buona probabilità si è di fronte ad un «pasticcio». Intanto il costo: 710.952 euro. Certificherebbe un aumento di 70mila euro rispetto all’anno scorso. Da qui il dubbio: ma se Gibellina primeggia nelle graduatorie relative alla differenziata (65 per cento), come può essere che il costo del servizio invece di diminuire, aumenta? I consiglieri di minoranza caricano a testa bassa: «I nostri concittadini sono stati ligi ad eseguire la differenziata; bisognava ringraziarli, ma l’amministrazione che fa? Chiude l’isola ecologica, così non possono ottenere nessuna decurtazione sulla bolletta, li bacchetta sui sacchetti trasparenti ed infine aumenta la tariffa». Il sindaco Salvatore Sutera prova a spiegare: «Le bollette del 2017 già notificate sono un acconto. La Tari non va calcolata sulla base dei costi dell’anno precedente, ma deve essere in linea con le spese che si prevede di sostenere nel 2017». Anche il nuovo assessore alle Finanze Maria Corvitto dice la sua: «Con l’introduzione del bilancio armonizzato bisogna avere certezza delle entrate; di conseguenza bisogna essere molto oculati». L’impressione è che i costi del servizio siano stati calcolati presuntivamente, e che i dirigenti dell’Area Finanziaria e di quella Tecnica abbiano voluto prudenzialmente «gonfiare» i costi senza tenere conto del risparmio che dovrebbe derivare dal ribasso della gara per l’affidamento del servizio, né dagli introiti provenienti dalla vendita delle «frazioni nobili». La minoranza non si tiene più e denuncia, con un volantino, l’aumento che sarà visibile nelle bollette che saranno inviate a consuntivo: «Nonostante i ricavi per la differenziata, pari a 22.379 euro, a cui bisogna aggiungere la riduzione degli oneri di conferimento in discarica, l’impegno del cittadino non contribuisce ad abbassare la bolletta». Dicono la loro anche i consiglieri di maggioranza «critici» Nino Plaia e Daniele Balsamo, che firmano una nota assieme all’ex assessore all’Ambiente Gioacchino De Simone. Per i tre ci sarebbe un «errore di calcolo da parte degli uffici».