Il libro di Salvatore Maurici: Soprannomi siciliani – Ingiurii salemitane

Lo scrupoloso lavoro di ricerca di Salvatore Maurici – La ‘nciuria, espressione della cultura popolare
Salvatore Maurici continua il suo prezioso lavoro di ricerca e riscoperta sui soprannomi locali. Dopo quello sulle ‘nciurie di Palazzo Adriano, tocca a Salemi. «Soprannomi siciliani – Ingiurii del salemitano» è pubblicato on line dal Centro studi solidale, che edita «Belice c’è». Per Maurici «il dialetto è una realtà comunicativa di grande importanza tra le comunità all’interno di uno stato nazionale: consente di esprimere le microculture locali legate a comuni tradizioni popolari. In definitiva esso aiuta a capire meglio noi stessi e soprattutto il nostro passato, la microstoria di cui siamo portatori». Secondo Maurici, «il dialetto è una realtà storica e culturale di una classe sociale che, pur tra profonde contraddizioni, ha espresso ideali e valori, culture che ancora oggi sopravvivono». Negli ultimi anni l’interesse per il dialetto e per la cultura popolare da esso veicolata, è cresciuto. «Rivalutare la civiltà contadina – sottolinea lo studioso – significa recuperare tutte quelle forme culturali legate ad un mondo, quello contadino, oggi in gran parte scomparso o messo in crisi, evitando però quello sfruttamento portato avanti da certo folclore per turisti. Il grande patrimonio culturale del mondo contadino sopravvissuto fino all’avvento della meccanizzazione, vive ancora grazie alla memoria storica degli anziani, in collegamento ideale che ancora oggi essi hanno con il passato, ma che non sono riusciti a difendere nel presente e tantomeno a proiettare nel futuro ancorandolo in qualche modo alla civiltà delle macchine». Ne deriva, per l’autore, una sorta di imperativo: «Fissare la memoria degli anziani; studiare la loro cultura». Se ci farà scoprire «come e perché tante tradizioni sono nate», potrà «aiutare a capire noi stessi, perché siamo così». La ‘nciuria (il soprannome), su cui si appunta da anni l’attenzione di Maurici, è una delle più genuine espressioni della cultura popolare, un’invenzione, spesso derisoria e scherzosa, che è affibbiata all’interessato, il più delle volte a sua insaputa. L’inciuria, sottolinea l’autore, talvolta colpisce lo stato fisico di un individuo, talvolta può rivelare un mestiere”. I soprannomi non sono, tuttavia, “parte di una civiltà ormai scomparsa, essi sono espressione culturale viva: essi vivono con i tempi, nascono con gli uomini, ne sottolineano i vizi e le virtù e con loro muoiono se non possono più essere trasmessi per mancanza di eredi.Una comunità che vive crea sempre fatti nuovi, nuove esigenze, nuovi soprannomi che sono espressione dei tempi moderni”. Quelli catalogati in questo volume sono stati raccolti a Salemi tra il 1988 e il 1992.
I disegni che illustrano il libro sono del grafico Pino Terracchio. La prefazione è di Rosario Amodeo.
Salvatore Maurici è nato a Sambuca di Sicilia nel 1948; è un appassionato di storia e di vicende relative al mondo contadino e, come scrive Amodeo, «appartiene alla schiera benemerita degli eruditi che si occupano di scavare nella storia locale per tramandarla ai posteri». Tra i suoi ultimi lavori il poemetto autobiografico «Ballata del ricordo».

copertina libro 1

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