I pranzi del revisore

Qualcuno potrebbe considerarlo uno degli effetti distorti delle norme. Intanto una premessa. Fino a due anni fa era il Consiglio comunale ad eleggere il revisore (o il Collegio dei revisori) dei conti. Si trattata, per lo più, di un incarico fiduciario, che l’organo politico conferiva a qualcuno “vicino” (nel caso dei Collegi composti da tre componenti si poteva arrivare ad una vera e propria «lottizzazione», con due componenti espressione della maggioranza ed uno della minoranza). La nuova legge ha voluto togliere la discrezionalità all’aula consiliare, anche per eliminare la contraddizione di un controllore (il revisore) che veniva scelto dal controllato (l’organo politico). Tutto è ora affidato al caso, nello specifico ad un sorteggio che viene effettuato durante una apposita seduta consiliare tra i professionisti che hanno risposto ad un apposito avviso. Può quindi succedere che, diversamente da prima, quando i revisori erano anche territorialmente vicini, il professionista sorteggiato arrivi da lontano. È il caso di Gibellina, il cui revisore, Giovan Racalbuto, è di Canicattì (Agrigento). In questi casi, oltre al compenso, spetta il rimborso spese. Racalbuno ha quindi presentato la richiesta per il periodo che va dal 21 novembre 2016 al 27 febbraio scorso. Per le spese di carburante (calcolate a 30 centesimi al chilometro), per nove viaggi da Canicattì a Gibellina (e ritorno) riceve 807 euro. Tre invece i pranzi al ristorante: il 29 novembre a «La massara» (costo 16 euro), il 12 gennaio e il 27 febbraio al «Moma caffè» (costo rispettivamente 13,80 e 7,50 euro). Nel complesso per il suo rimborso è stata liquidata la somma di 844,50 euro.