Gibellina: Lo stress dei consiglieri convocati d’urgenza

Bonanno«Stress da convocazioni d’urgenza». Non è una nuova malattia professionale certificata dal Servizio sanitario, bensì un disagio ben preciso che colpirebbe i consiglieri comunali di minoranza, alle prese con un presidente d’aula, Vito Bonanno, che a loro dire li costringerebbe a nottate insonni passate a studiare documenti per giungere preparati all’appuntamento con le sedute nelle quali occorre esprimere un voto informato e consapevole sulle deliberazioni sottoposte all’esame dell’assemblea civica. A detta dei cinque rappresentanti della minoranza (Nicola Di Girolamo, Maruschka Zummo, Salvatore Tarantolo, Emanuela Renda e Antonina Ienna), una seduta consiliare convocata con appena ventiquattro ore di avviso, non consente loro di essere adeguatamente preparati. Da qui la polemica che da alcuni mesi portano avanti e che ha visto primegiare in particolare le donne socialiste, ossia le esponenti del Psi in aula, la Renda e la Ienna, sempre particolarmente attive nel porre questioni pregiudiziali in apertura di seduta. Polemica per la Tari L’ultima occasione per questo ping-pong polemico è stata data dalla convocazione della seduta del 30 marzo. Bonanno aveva diramato gli avvisi il giorno prima. L’urgenza della convocazione era data dalla necessità di approvare le tariffe della Tari (la tassa sui rifiuti) entro il termine di legge, fissato al 31 marzo. Né la Giunta, né gli uffici erano riusciti a predisporre gli atti in anticipo, ecco perché a Bonanno non è rimasto altro da fare che «tagliare » i tempi, come peraltro prevedono sia lo statuto dell’ente che il regolamento di funzionamento dell’aula. In aggiunta, la norma prevede che le ragioni di necessità ed urgenza sottese alla convocazione della seduta vengano sindacate dall’aula, che a maggioranza le fa proprie oppure le respinge. I cinque di minoranza fanno finta di non conoscere tale passaggio (probabilmente per mero calcolo di opportunità politica) e quindi (forse anche strumentalmente) chiedono puntualmente che la seduta non si celebri e che venga rimandata. E puntualmente pretendono che l’esito dell’esame delle loro pregiudiziali venga tramesso dal segretario comunale all’Ufficio ispettivo dell’Assessorato regionale alle autonomie locali, come se un organo che ha compiti di vigilanza possa influire sulla libera ed autonoma organizzazione di un Consiglio comunale, come ha peraltro sottolineato il segretario Lillo Calamia, chiamato ad esprimere un parere in proposito. I cinque hanno chiesto anche la trasmissione degli atti alla Corte dei conti, ma anche in questo caso, solo adombrando il rischio di un possibile danno erariale, non se ne comprende appieno la Marusckha Zummo bnragione. L’abbandono dell’aula Ancora una volta, messe ai voti, le questioni pregiudiziali sollevate sono state bocciate dalla maggioranza dei consiglieri. Così, gli oppositori hanno scelto nuovamente la via dell’Aventino consiliare. E stavolta, alla Renda e alla Ienna, si sono aggiunti anche Di Girolamo, Tarantolo e la Zummo. Quest’ultima, prima di abbandonare l’aula, rivolta al presidente Bonanno, ha coniato l’espressione «stress da convocazione d’urgenza». Approvate le tariffe 2017 Gli otto consiglieri rimasti hanno quindi approvato le tariffe del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per il 2017. Il costo preventivato è di 710.952 euro ed è stato ripartito per l’82,50 per cento sulle utenze domestiche e per il 17,50 su quelle commerciali. Costo che sarà maggiorato del cinque per cento per via del tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali che dovrà essere versato al Libero consorzio di Trapani, l’ente che ha sostituito la Provincia.