Gibellina. Corte dei conti Attuate misure correttive

Lotta senza quartiere all’evasione; affidamento ad una società esterna per la riscossione coattiva delle entrate tributarie; razionalizzazione nell’impiego delle risorse; riconoscimento «senza indugio» dei debiti fuori bilancio; smaltimento progressivo dei residui attivi; potenziamento dell’Ufficio tributi; monitoraggio costante del contenzioso legale; taglio del 50 per cento delle indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio comunale. Sono queste le misure correttive che il Consiglio comunale di Gibellina ha approvato per rimuovere le irregolarità segnalate dalla Corte dei conti e ripristinare così il «duraturo equilibrio di bilancio». La magistratura contabile si era espressa nel settembre dell’anno scorso dopo aver messo sotto la lente di ingrandimento il rendiconto dell’ente relativo al 2014 (amministrazione Fontana). Al di là dei rilievi formali, come il ritardo di oltre sei mesi nell’approvazione del consuntivo, la Corte aveva posto il problema della liquidità di cassa del Comune, segnalando che l’ente aveva chiuso l’esercizio con un passivo di un milione e 400mila euro, utilizzando per pari importo somme della ricostruzione per pagare spese correnti (stipendi, utenze, contributi). I giudici contabili hanno, inoltre, contestato la correttezza della gestione finanziaria in merito alla difficoltà di riscossione delle entrate, sistematicamente riportate tra i residui attivi (crediti da riscuotere). La Corte aveva anche contestato il rinvio al 2014 della copertura di circa 100mila euro di debiti fuori bilancio formatisi nel 2013, ed il mancato riconoscimento, alla fine del 2014, di ulteriori 30mila euro. I magistrati avevano dato sessanta giorni di tempo per mettere al sicuro i conti e trasmesso poi anche un formale sollecito agli organi politici. «I rilievi della Corte – ha minimizzato il sindaco Salvatore Sutera (nella foto) – non sono altro che delle raccomandazioni per amministrare in maniera corretta, prestando attenzione alle riscossioni e alla razionalizzazione della spesa». Critica la minoranza: «Misure adottate in ritardo».