Errante ora fa il sibillino

Qualcuno l’ha giudicata una fuga dalle responsabilità. Qualcun altro vi ha visto un disegno politico ben preciso. Felice Errante (nella foto) ha lasciato la poltrona di primo cittadino dimettendosi poche settimane prima del voto. Un gesto irrituale che ha pochissimi precedenti. Ecco perché potrebbe non essere solo la volontà di avere le «mani libere» durante la campagna elettorale per potere così provare a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ad avergli suggerito la mossa. Potrebbe essere, come qualcuno già maligna, che Errante abbia velleità che vanno oltre il ruolo di sindaco vissuto (pericolosamente) per cinque anni. Potrebbe essere, sostengono le malelingue, che il suo obiettivo sia l’Assemblea regionale siciliana. Per il rinnovo del parlamento isolano si voterà a novembre e, studiando le norme, si scopre che un sindaco che voglia candidarsi all’Ars deve essersi dimesso dal suo incarico almeno sei mesi prima delle elezioni. Calcoli alla mano, i conti tornano. C’è però un problema eminentemente politico che costoro non sembrano essersi posti. Il partito di Errante è il Nuovo centrodestra e il candidato naturale degli «alfaniani» è il concittadino (e negli ultimi due anni e mezzo alleato di ferro di Errante) Giovanni Lo Sciuto, che sarà ovviamente riproposto. Ecco perché immaginare una lista di Ncd con due candidati della stessa città (peraltro con un solo possibile seggio a disposizione nell’intera provincia) è fantascienza allo stato puro. Eppure c’è chi, di questo ononismo mentale, pare godere dalla mattina alla sera. Dal canto suo Errante, sibillinamente, ha fatto sapere di avere acquistato pillole per la memoria…