Consiglio comunale, la «carica» dei 326

Sono ventiquattro e non più trenta i seggi a disposizione per il nuovo Consiglio comunale. È uno degli effetti della «cura dimagrante » imposta alle assemblee elettive per contenere i costi della politica. Stavolta, peraltro, non c’è stata la stessa corsa registrata in passato. Ma lo scranno consiliare resta per molti un’ambizione tutt’altro che recondita. Lo testimonia il numero dei candidati: 326. Tra questi tanti volti nuovi e parecchi big sparsi nelle quattrordici liste a sostegno dei quattro candidati a sindaco. I nomi politicamente più «pesanti » si trovano nelle liste di Gianni Pompeo. Tra i candidati vi figura ad esempio Calogero Martire, candidato di punta della lista «Obiettivo città», un passato da presidente del Consiglio comunale eletto nelle liste di Forza Italia, transitato poi dal Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo (ai tempi d’oro del ras della politica regionale) e infine avvicinatosi al movimento «Articolo 4» di Paolo Ruggirello. Un autentico campione del trasformismo politico cittadino, secondo i maligni, aduso a cambiare facilmente bandiera. Non meno noti sono i tre big della lista del Pd: Pasquale Calamia, consigliere uscente, Marco Campagna (nella foto), segretario provinciale dei democratici e vicesindaco nella prima fase della sindacatura Errante, e Monica Di Bella, segretario cittadino «dem» e come Calamia consigliere uscente. La presenza di Campagna è quella politicamente più rilevante, considerato che in una determinata fase il suo nome era stato ipotizzato come possibile candidato a sindaco. Dopo che Pompeo si decise a sciogliere la riserva, a Campagna fu di fatto chiesto un passo indietro. Tra gli abituali frequentatori dell’aula consiliare ci sono poi Giuseppe Zaccone e Vincenzo Cafiso, quest’ultimo presidente del Consiglio comunale uscente e fedelissimo di Pompeo. Si rivede anche Vito Fazzino, un passato da consigliere comunale (e poi da assessore) di Forza Italia. Perricone schiera tra gli altri Salvatore Stuppia, che ha perso le «primarie» interne alla coalizione, ex consigliere comunale eletto nella lista dell’Api (chi se lo ricorda?), poi passato nel Pd e dal Pd espulso dopo essere stato nominato assessore da Errante. In lista anche Giovannella Falco, attuale assessore ai Servizi sociali.