C’è il nuovo Collegio dei revisori dei conti

CONSIGLIO COMUNALE. L’aula estrae a sorte i tre componenti dell’organo di controllo economico-f inanziario. Il nuovo Collegio dei revisori dei conti si è formalmente insediato dopo che il Consiglio comunale, nella sua ultima seduta, ha provveduto alla scelta della terna. Per la precisione l’aula ha effettuato il sorteggio tra i sessantanove candidati a ricoprire il ruolo di revisore economico- contabile. La procedura di selezione è infatti radicalmente cambiata: la nuova norma entrata in vigore l’anno scorso ha azzerato il potere del Consiglio nella scelta dei componenti, in qualche modo placando il malcontento degli addetti ai lavori, che vedevano nella procedura di elezione una sorta di conflitto di interesse poiché era l’organo controllato (il Consiglio comunale) a scegliere il controllore (il revisore). Una legge contestata Sia il sindaco, Giuseppe Lombardino, che il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Di Stefano, hanno comunque mostrato di non gradire la nuova legge: «La politica – è stato il ragionamento del sindaco – deve potersi prendere le sue responsabilità; c’erano probabilmente modi più efficaci per contemperare le varie esigenze». La norma stabilisce adesso che per ambire a ricoprire l’incarico occorra possedere determinati requisiti: cinque anni di iscrizione all’abo dei commercialisti o dei revisori, dieci crediti formativi, una esperienza almeno triennale come revisore negli enti locali, un limite massimo di due incarichi già ricoperti. L’elezione della terna Ad effettuare materialmente l’estrazione a sorte dall’urna nella quale erano stati inseriti i biglietti con i nominativi, sono stati i tre consiglieri indicati come scrutatori in aperura di seduta: Domenico Russo, Nicola Biondo e Rosario Pellicane. Ad essere sorteggiati sono stati quindi Giuseppe Giacalone (di Marsala), Salvatore Glorioso (di Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo) e Gaspare Grillo (di Santa Ninfa). L’importo del compenso L’aula ha anche approvato l’importo del compenso annuo spettante a ciascun componente, fissandolo in 4.200 euro. Rosaria Pipitone ha però votato contro la proposta, dichiarando di non condividere l’entità del compenso. Il capo del gruppo misto l’ha infatti ritenuto «esiguo se rapportato ai numerosi adempimenti ai quali sono chiamati i revisori con le nuove regole sulla contabilità degli enti locali». Il sindaco ha però replicato che «le disponibilità di bilancio non consentono un ulteriore aumento, in considerazione del fatto che, in seguito alle innovazioni normative, il relativo onere di spesa che dovrà sostenere il Comune nel prossimo triennio, rispetto alla spesa storica, risulta raddoppiato» (fino a pochi mesi fa, infatti, il revisore dei conti era unico; adesso l’organo è tornato ad essere collegiale nei comuni con popolazione pari o superiore a cinqumila abitanti, come nel caso di Santa Ninfa). L’aula ha infine stabilito anche il “tetto” per il rimborso delle spese sostenute dai revisori (carburante, pranzi), che non potrà superare il 25 per cento del compenso: per ciascun componente non potrà quindi essere superiore a 1.050 euro all’anno. Grillo sarà il presidente La nuova norma ha anche tolto al Consiglio comunale il potere di scegliere il presidente dell’organo. La legge ha infatti disposto che a guidare il Collegio sia il professionista con la maggiore «anzianità di servizio». Nel caso della terna estratta, colui il quale vanta maggiore esperienza è Gaspare (detto «Rino») Grillo, 71 anni, iscritto all’Albo dei revisori dal 1990. Grillo ha peraltro, in passato, già ricoperto, in due occasioni, l’incarico di revisore dei conti nel Comune di Santa Ninfa. Il nuovo Collegio rimarrà in carica per tre anni, quindi fino al giugno del 2020.