Salemi. Numeri record per la festa di san Giuseppe

Una settimana da record. Sono state oltre 35mila (più di ventimila nella sola giornata conclusiva) le persone che, dal 12 al 19 marzo, hanno visitato Salemi in occasione della tradizionale festa di san Giuseppe. La cittadina, inserita tra i borghi più belli d’Italia, ha messo in mostra anche in questa edizione i celebri «altari» di pane così come le «cene», nate come ex voto dedicato al santo, in cui è stato possibile degustare centinaia di piatti tipici della tradizione. Oltre ai laboratori educativi e del pane, ai momenti dedicati al teatro-narrazione e alla musica, particolare riscontro ha avuto la terza edizione della mostra «Ritualità, tradizione e contemporaneità del pane», ideata e curata da Giuseppe Maiorana, in collaborazione con il Polo museale regionale d’arte moderna e contemporanea e il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. La mostra si prolungherà fino al 9 aprile. «Un successo strepitoso – ha commentato il sindaco Domenico Venuti – che premia gli sforzi fatti in questi anni e per il quale ringrazio quanti lo hanno reso possibile, da chi ha lavorato materialmente a coloro i quali ci hanno voluto pregiare della loro presenza. Come auspicavamo, la festa di san Giuseppe si è evoluta in un evento-vetrina che accompagnerà il percorso di valorizzazione della città e il naturale sviluppo turistico a cui è vocata. Agricoltura, artigianato e turismo sono tre pilastri su cui fondare la ripresa economica del nostro territorio e i festeggiamenti di san Giuseppe interpretano la loro sintesi, declinandola in chiave artistica attraverso la sapiente lavorazione del pane e la sua integrazione con le bellezze offerte dal nostro centro storico». Per Venuti «recuperando appieno la tradizione e assecondandone la sua evoluzione, si è posto un tassello importante da cui trarre linfa vitale per il futuro». Secondo l’assessore alla Cultura Giuseppe Maiorana, «le numerose presenze di turisti e viaggiatori, provenienti da tutte le parti della Sicilia e non solo, ci hanno confermato che il lavoro portato avanti, con grande spirito di collaborazione tra cittadini, associazioni e amministrazione, può generare grande risultati. Questa tradizione rischiava di cadere nel dimenticatoio ma con il lavoro di squadra e una visione comune è stata rigenerata. Abbiamo chiesto aiuto all’arte, alla musica, al teatro di narrazione, ai saperi artigianali, ma anche avviato un lavoro di educazione che partendo dai più piccoli, ha coinvolto i più grandi»

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