Via senza preavviso» Ex dirigente vince causa

L’ex dirigente dell’Area finanziaria del Comune, Domenico Leo, l’ha spuntata. Il giudice del lavoro del Tribunale di Marsala gli ha infatti dato ragione nella causa intentata contro l’ente. Leo aveva citato il Comune perché sosteneva di avere diritto al pagamento della cosiddetta «indennità sostitutiva del preavviso di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro» (11.600 euro), nonché al pagamento delle ferie non godute (quattordici giorni) relative al 2015, «oltre ad interessi legali e rivalutazione monetaria». La Giunta municipale s’era opposta ed aveva deciso di resistere in giudizio perché, secondo il sindaco Galifi, la risoluzione del contratto di lavoro sarebbe stata concordata verbalmente con lo stesso e Leo avrebbe dichiarato di rinunciare al termine di preavviso di sei mesi «a fronte della possibilità di fruire immediatamente del diritto alla pensione». Inoltre, sempre secondo l’amministrazione comunale, nel caso di Leo non ci sarebbe stato l’obbligo di preavviso di sei mesi, «in quanto il dipendente aveva maturato il diritto alla pensione nel 2014». In aggiunta il sindaco s’era affettato a precisare che «gli esubueri di personale erano stati preventivamente concordati con le organizzazioni sindacali», che quindi ne erano al corrente. In assenza di «pezze d’appoggio », però, il giudice del lavoro ha accolto la richiesta dell’ex dirigente condannando l’ente al pagamento: 12.641 euro quale indennità per il mancato preavviso e per le ferie non godute, 118 euro quale rimborso delle spese di lite, 2.789 per compensi legali e rimborso forfettario di Iva e cassa previdenziale. Il Consiglio comunale ha quindi dovuto riconoscere il debito fuori bilancio derivante dalla sentenza, per complessivi 17.206 euro. L’aula ha approvato la delibera con sette voti favorevoli (tanti quanti erano i presenti). La consigliera Maria Leo non ha partecipato alla discussione, né tantomeno alla votazione, uscendo dall’aula perché incompatibile. Ha infatti, come lei stesso ha annunciato prima della trattazione della delibera, un rapporto di parentela (di terzo grado) con l’ex responsabile di Ragioneria.