Triscina, ordine di sgombero

Un passo ulteriore. Un tassello che si aggiunge al puzzle che si va completando tra il timore e la segreta speranza dei proprietari che tutto si fermi e il tifo silente di chi spera che la legge (pur se dura) venga fatta rispettare. I primi venti avvisi di sgombero sono stati notificati nelle scorse settimane ai proprietrai del primo lotto di case abusive a Triscina (nella foto la borgata marinara) che dovranno essere abbattute dalle ruspe. Si tratta di immobili per i quali l’ordinanza di demolizione è stata emessa in alcuni casi nel lontano 1994, in altri nel 1996, e infine nel 2013. Ai proprietari il Comune ha intimato di liberare l’immobile da persone e cose, mobili e suppellettili, con la richiesta contestuale di consegnare le chiavi dell’immobile al responsabile dell’Ufficio patrimonio dell’ente. Qualora i proprietari non dovessero lasciare l’immobile, si procederà con lo sgombero coattivo senza ulteriore avviso. Le operazioni di sgombero avverranno, in tal caso, con quella che eufemisticamente viene chiamata nel linguaggio burocratico «apertura coattiva della porta di ingresso ». Si procederà quindi all’inventario dei mobili e degli arredi e alla sostituzione della serratura, «con addebito agli occupanti di tutte le spese di accesso, eventuale trasporto, deposito, nonché di tutte quelle ad ogni altro titolo sostenute dall’amministrazione, senza assunzione di responsabilità in ordine a qualunque oggetto abbandonato ». I proprietari, dal canto loro, minacciano di presentare un ricorso al Tar per chiedere la sospensione dell’efficacia delle ordinanze di demolizione. Ma ha tutta l’aria di ricordare il cane che abbaia ma non morde.