Tradizioni e degustazioni

FOLKLORE. Suggestivo il presepe a «Ficareddi». Sono stati migliaia i visitatori che si sono riversati lungo le strade di Calatafimi per apprezzarne le bellezze e vivere lo splendido clima natalizio che la città ha saputo offrire loro. Un’atmosfera unica quella offerta ai turisti abilmente creata da ogni cittadino e dai membri delle associazioni che ancora una volta si sono distinti per la loro creatività e per il forte senso di comunità. Un clima festoso, denso di colori, profumi, luci e suoni tipici delle casette come quelle del «Christmas food», nei quali era possibile degustare dolci siciliani ma anche panino con la porchetta e con la meusa, o il Villaggio degli elfi e la casa di Babbo Natale, gettonatissima dalle famiglie e soprattutto dai bambini entusiasti di potere fare le foto in uno spazio curato ad arte per tuffarsi poi nei gonfiabili in piazza. Grande afflusso anche per l’oramai tradizionale e singolare «Natale in 500» dentro la chiesa delle Anime sante del Purgatorio, che insieme agli altri presepi sparsi per il centro storico ha attratto numerosissimi turisti. A far brillare il cuore è stato però lo straordinario presepe vivente del quartiere «Ficareddi» (nella foto di Salvo Mucaria). Un percorso verso la natività tra capanne in legno, musica, i rumori del calzolaio, le urla del fruttivendolo, che hanno dato allo spettatore la sensazione di immergersi in un tempo antico, nell’autentico presepe di Betlemme. Una sensazione amplificata dalla compostezza dei figuranti immersi nel loro ruolo, generosi con i visitatori a cui offrivano zabbina, tè e altre bevande, e resa suggestiva dalla minuzia con cui è stata curata la scenografia fatta di soppalchi in legno e adornata da materiali poveri. (a.m)