Svincolo autostradale a Rincione, forse si fa

INFRASTRUTTURE. Rappresenterebbe un’importante risorsa per lo sviluppo del nuovo centro di Sasi e la zona artigianale. Ancora una fumata nera; l’agognato svincolo autostradale di contrada Rincione, che si sarebbe dovuto realizzare tra Alcamo e lo svincolo di Gallitello, collegando quindi facilmente la A29 Palermo-Mazara del Vallo con il centro urbano di Calatafimi e le vicine aree produttive e ricettive, «non s’ha da fare». È stato uno degli ultimi atti del governo regionale presieduto da Rosario Crocetta, che ha cancellato lo svincolo di Calatafimi da un elenco di strade già finanziate dal governo nazionale. Se ne parla da tempo Ma andiamo con ordine. Di quest’opera si parla da circa 35 anni, ma mai s’è concretizzata. Nell’agosto del 1971 veniva posta la prima pietra per la costruzione dell’autostrada A29 che, con i suoi 114,8 chilometri, collega Mazara del Vallo (la «capitale della pesca ») con la città di Palermo. Un’opera imponente di grande valore soprattutto per la Valle del Belice, il cui territorio era stato interessato, nel gennaio 1968, da un devastante terremoto che, oltre a distruggere interi paesi, aveva fatto saltare la maggior parte delle infrastrutture viarie di collegamento. Nel 1980 si completarono tutti i lotti della nuova autostrada, ma per motivi di bilancio, il previsto svincolo di contrada Rincione, tra Gallitello e Alcamo ovest, non fu realizzato. Negli anni novanta sembrava essere arrivata «l’annata buona », ma i finanziamenti furono in quel caso dirottati nella faraonica e costosa costruzione dello svincolo di Alcamo ovest, qualche chilometro più avanti; una costruzione che fu peraltro osteggiata fortemente dagli ambientalisti. Il progetto di Rincione era stato quindi accantonato, ma l’amministrazione Ferrara (tra il 2008 e il 2012) riuscì a riesumarlo, e con il sostegno dell’allora presidente della Regione Raffaele Lombardo (dello stesso partito, l’Mpa, del sindaco), fu inserito nel cosiddetto «Accordo di programma quadro» tra Regione e Anas: un accordo che comprendeva un lungo elenco di strade da finanziare. Nel 2014 il governo nazionale destina all’Apq circa 585 milioni di euro. Ma a causa dellentezze burocratiche l’accordo ritarda ad essere sottoscritto. Lo firma, a scadenza di mandato, l’assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Bosco, ma nel nuovo elenco scompare misteriosamente lo svincolo di Rincione. Il risentimento di Ferrara Molto risentito l’ex sindaco Ferrara: «La comunità calatafimese – commenta – ancora una volta viene offesa, mortificata, non considerata, umiliata dalla classe politica regionale». Per l’ex primo cittadino ci sarebbro i margini per reinserire il progetto nell’Accordo di programma, coinvolgendo la nuova classe politica recentemente eletta alla Regione. La posizione di Sciortino La risposta dell’attuale sindaco Vito Sciortino non si è fatta attendere. Sciortino ha chiarito che l’amministrazione comunale si sta già impegnando concretamente nel progetto. Il primo cittadino non si risparmia qualche stilettata: «Cercare interlocutori politici e scrivere lettere e comunicati per dare la sensazione che si stia seguendo la questione è un conto, disporre di un progetto esecutivo immediatamente cantierabile è tutt’altra cosa». Siglato protocollo d’intesa L’amministrazione ha siglato un protocollo d’intesa per cercare un finanziamento utilizzando l’accordo per la mobilità sostenibile di «Area vasta», che ha come capofila il Comune di Marsala. Le somme necessarie alla realizzazione dello svincolo ammontano a circa tre milioni di euro. Il Comune di Alcamo ha già nominato l’ingegnere Antonino Renda quale responsabile unico del procedimento. Con la Rete ferroviaria italiana si è già concordato di verificare l’esistenza dei presupposti tecnici. Al protocollo d’intesa hanno formalmente aderito l’Anas, il Comune di Alcamo, la ex Provincia di Trapani (oggi Libero consorzio comunale), proprietaria dell’arteria di collegamento, e appunto il Comune di Marsala, nella qualità di capofila dell’Area vasta «Sicilia occidentale ». Una volta sottoscritto il protocollo l’amministrazione Sciortino conferirà l’incarico per la progettazione esecutiva ad uno studio professionale esterno. Potrebbe quindi essere la volta buona. Di certo l’infrastruttura rappresenta seriamente una importante risorsa per lo sviluppo del nuovo centro di Sasi e per quello della zona artigianale. ll protocollo per l’Area vasta della zona compresa fra Termini Imerese e Marsala è stato sottoscritto a Marsala il 17 maggio del 2016 come protocollo d’intesa per la governance di una vasta porzion di territorio della Sicilia occidentale. Del nuovo protocollo d’intesa, sottoscritto sempre a Marsala il 24 novembre, nel corso di una riunione presieduta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando, fanno parte diversi enti oltre al Ministero delle Infrastrutture e a quello dell’Ambiente. Pietro Bonì