Stuppia silura Perricone e apre al Pd

POLITICA. L’esponente del cespuglio «Sicilia futura» flirta coi dem. Perricone è archiviato. E con lui è archiviata l’esperienza nel centrodestra locale. Salvatore Stuppia (nella foto) fa l’ennesima piroetta della sua (non lunga) carriera politica e si riavvicina al Pd, partito al quale aveva aderito dopo l’abbandono del microscopico Api (il partitino di Rutelli, chi se lo ricorda più?), e dal quale era stato messo alla porta dopo aver accettato l’invito dell’allora sindaco Felice Errante ad entrare in Giunta. Il richiamo della «stanza dei bottoni » era stato troppo forte per Stuppia, che accettò e fu perciò cacciato, accompagnato da una sorta di damnatio memoriae, dai democratici locali, che poco più di un anno prima (era il tempo del renzismo imperante) l’avevano accolto a braccia aperte con qualche rara eccezione (fu il caso dei mugugni dell’allora capogruppo consiliare Pasquale Calamia, che mai l’avrebbe voluto al suo fianco in aula consiliare). Stupppia aveva quindi trovato rifugio (si fa per dire) in «Sicilia futura», il movimento di transfughi che fanno capo all’ex ministro Totò Cardinale, capace peraltro di piazzare la figlia (Daniela) quale capolista bloccata (e quindi eletta automaticamente) del Pd nel collegio camerale che comprendeva la parte meridionale della provincia di Trapani, suscitando non pochi «mal di pancia» tra i dirigenti provinlocali dem. A Stuppia non era rimasto altro da fare che ancorarsi, con i suoi nuovi alleati, al centrodestra, sperando in una candidatura a sindaco della coalizione, confidando perciò nell’aiuto di Errante. Aveva però perso la competizione interna con Pasquale Perricone, nel corso di una reboante convention il cui risultato (secondo alcuni amici dello stesso Stuppia) sarebbe stato deciso prima a tavolino. Lui s’era quindi acconciato a fare il numero due, sperando in tempi migliori. Lo scioglimento ha però azzerato tutto e rimescolato le carte. Pochi mesi fa, a chi gli chiedeva se avrebbe ancora sostenuto Perricone, rispondeva lapidario: «Bisogna ragionare su nuove proposte». Ora, ha infine deciso di «silurare» l’ex alleato, aprire al Pd e sponsorizzare la candidatura a sindaco di Marco Campagna: «Figura del nostro tempo e della nostra città», l’ha recentemente definito riferendosi alle elezioni politiche che hanno visto il segretario provinciale del Pd in lista alla Camera con una candidatura di servizio. «Un buon punto di partenza – ha aggiunto riferendosi ai 1.700 voti conquistati dai dem in città il 4 marzo – per costruire un percorso credibile per le prossime comunali ». Resta da capire se il Pd locale, dopo i trascorsi burrascosi, vorrà ancora avere a che fare con lui..