Stabilizzazione precari. Decreto Madia li salva?

Il vecchio odore di caffè appena uscito dalla «macchinetta », il rumoroso suono delle fotocopiatrici, “l’andirivieni” di gente da un corridoio all’altro, sembrano ormai solo un flebile ricordo del passato. La situazione all’interno degli uffici del Comune di Gibellina sembra peggiorare ogni giorno di più. Sequele di pensionamenti stanno dimezzando il personale, impedendo il corretto funzionamento dei servizi. E ciò nonostante vi siano moltissimi dipendenti che da più di 25 anni sono costretti a lavorare in un perenne stato di incertezza chiamato «precariato». Nello specifico, attualmente vi sono 29 lavoratori socialmente utili («lsu»), che vengono impegnati per 24 ore settimanali, e 10 «asu» (ricevono un assegno di sussidio), impiegati per 16 ore settimanali, assunti con un contratto a tempo determinato. A lanciare loro un’ancora di salvezza ci ha pensato il ministro della Pubblica amministrazione Madia (nella foto), che con un decreto ha obbligato i comuni ad avviare i processi di stabilizzazione, assicurando un contratto a tempo indeterminato con i soldi risparmiati con i pensionamenti. Fino ad ora questi dipendenti erano pagati dalla Regione per il 90 per cento, mentre il Comune compartecipava per il 10 per cento restante. Nel momento in cui l’ente avvia il processo di stabilizzazione, l’intero stipendio al lavoratore verrà erogato con i fondi dell’ente utilizzatore. Nel caso in cui ciò non avvenisse, scatteranno delle penalizzazioni economiche da parte della Regione nei confronti dei comuni (taglio dei trasferimenti). Purtroppo però, nonostante sia «obiettivo dell’amministrazione» (come si legge nella delibera approvata dalla Giunta comunale) «predisporre un programma di fuoriuscita dal precariato, per i suddetti lavoratori », si tratta attualmente di un semplice atto di indirizzo, che quindi non potrà essere avviato se prima non verrà effettuata una ricognizione sull’attuale “platea” dei lavoratori e la verifica della copertura finanziaria: verifica che potrà avvenire con la stesura del Piano del fabbisogno del personale e del bilancio di previsione. Valentina Mirto