Signorello ora vuol fare il leader

Scatenato. Pronto alla pugna. Così appare, a chi lo incontra e a chi gli parla, l’ex assessore Mimmo Signorello (nella foto). Evidentemente ringalluzzito dalla sentenza del Tribunale di Marsala, che ha rigettato la richiesta di incandidabilità avanzata nei suoi confronti dal Ministero dell’Interno, sancendo che l’appartenenza alla massoneria non è causa di incandidabiltà, né, tanto meno, può essere un reato, Signorello, massone orgoglioso di esserlo (è appartenente alla loggia «Francisco Ferrer», affiliata al Grande oriente d’Italia), rivendica ora un ruolo per le prossime amministrative (si voterà probabilmente nel giugno del 2019). L’ex assessore Udc ha sempre ritenuto un vulnus lo scioglimento degli organi politici per infiltrazioni mafiose. Nelle settimane calde nelle quali la commissione d’accesso agli atti aveva iniziato il suo lavoro di setaccio sui documenti amministrativi, Signorello s’era sfogato a porte chiuse: «Devono dimostrarmi che qui c’è la mafia». Che si sarebbe giunti allo scioglimento non ci credeva. Men che meno avrebbe mai pensato che ad accompagnare quell’atto ci sarebbe stata una richiesta di incandidabilità per coloro che avevano avuto responsabilità di governo della città, tra cui, appunto, lui stesso. Adesso, incassata la legittimazione giudiziaria, si atteggia a possibile leader dello schieramento di centrodestra, il quale, perso l’ex sindaco Felice Errante (lui sì incandidabile), «azzoppato» dalla mancata rielezione all’Ars Giovanni Lo Sciuto, accantonata l’idea di riproporre a candidato-sindaco il bancario Luciano Perricone («silurato» dall’ex vicesindaco Salvatore Stuppia, che aveva perso con lui la competizione interna), s’agita smarrito alla ricerca di una guida sicura. E quale guida migliore di un timoniere esperto che ha navigato, per anni, le agitate acque della politica locale? Un ruolo, la leadership della coalizione, che Signorello potrebbe peraltro rivendicare in virtù di un’altra primazia, quella dell’Udc trapanese, e del suo capo indiscusso, Mimmo Turano, tornato ad essere il centro di gravità della politica dalle parti del centrodestra. Così, a chi invoca, a destra e a manca, la partecipazione e il protagonismo, in politica, dei giovani, lui fa spallucce e, sardonico, ricorda che anche i “vecchietti” hanno ancora parecchie cartucce da sparare.