Servizio di tesoreria affidato a «Poste italiane»

Dal primo gennaio il Comune ha una nuova tesoreria. Si tratta di «Poste italiane». L’ente ha accettato le condizioni richieste per la gestione della cassa dopo la scadenza del contratto con l’istituto di credito che per anni ha agito da banca d’appoggio, ossia «Unicredit», che ha peraltro chiuso la sua filiale a Gibellina. «Poste italiane » è autorizzata a svolgere il servizio di tesoreria degli enti locali; peraltro, come prevede una legge del 2017, che ha aggiornato una più vecchia norma del 1998, sulla base di apposite convenzioni, Cassa depositi e prestiti (che controlla «Poste italiane») può concedere anticipazioni di tesoreria ai comuni nei casi nei quali questi ultimi si trovassero carenti di liquidità: un problema che attanaglia molti enti locali, alle prese con tagli sempre più corposi ai trasferimenti di Stato e Regione e nella impossibilità, spesso oggettiva, di riscuotere i tributi comunali. Convenzione, il «sì» dell’aula Nella sua ultima seduta, il Consiglio comunale ha dato il proprio placet all’unanimità (undici i presenti; erano assenti Plaia, Tarantolo, la Fontana e la Renda) allo schema di convenzione con «Poste», che gestirà quindi la tesoreria per i prossimi cinque anni, fino al 31 dicembre 2023. Ad illustrare lo schema è stato il responsabile del settore finanziario dell’ente, Pietroantonio Bevilacqua, il quale ha sottolineato il fatto che la legge consente ai comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, di affidare il servizio di tesoreria a «Poste italiane», che offre, ha poi precisato, «condizioni economiche migliorative rispetto a quelle applicate da “Unicredit” ». Il sindaco Salvatore Sutera, dal canto suo, ha evidenziato che la scelta di affidare il servizio a «Poste italiane» implica anche «il mantenimento dell’ufficio postale a Gibellina ». Una scelta strategica ben precisa, quindi, per evitare di perdere un servizio pubblico fondamentale per i cittadini, specialmente per quelli più anziani, molti dei quali, ad esempio, dopo la chiusura della filiale di «Unicredit», hanno trasferito i propri risparmi proprio alle Poste. Per venire incontro alle esigenze dei comuni più piccoli, lo scorso 26 novembre, «Poste italiane » aveva peraltro organizzato un incontro con i sindaci dei piccoli centri a Roma; un incontro al quale ha partecipato anche Sutera. I punti della convenzione La convenzione sottoscritta prevede, tra l’altro, che l’ente e il revisione dei conti (Giovan Racalmuto) possano procedere, con cadenza trimestrale, «a verifiche ordinarie di cassa e a verifiche dei valori dati in custodia». Verifiche straordinarie di cassa sono invece possibili, viene precisato, «se rese necessarie da eventi gestionali peculiari» (quali siano questi «eventi peculiari » non è però chiarito). Lo stesso revisore ha libero accesso ai dati e ai documenti relativi alla gestione del servizio di tesoreria. Di conseguenza, «previa comunicazione da parte dell’ente» del nominativo del revisore, questo può effettuare sopralluoghi negli uffici dove si svolge il servizio. «Allo stesso modo – chiarisce la convenzione – si procede per le verifiche effettuate dal responsabile del servizio finanziario o da un altro funzionario del Comune » appositamente individuato. Per ciò che concerne l’anticipazione di cassa, questa avverrà «di volta in volta, limitatamente alle somme strettamente necessarie per sopperire a momentanee esigenze ». L’utilizzo della linea di credito agevolata verrà quindi attivata «in assenza di fondi liberi disponibili». Ovviamente l’ente prevederà in bilancio gli stanziamenti necessari per l’utilizzo e il rimborso dell’anticipazione, nonché per il pagamento degli interessi.