Sei un fannullone? Non ti può licenziare nessuno

IL CASO. Dipendente del Comune faceva la spesa in orario d’uff icio: viene reintegrato e risarcito con 76mila euro. La decisione è del Tribunale di Palermo. Furbetti del cartellino esultano Il Consiglio comunale «costretto» a riconoscere il debito fuori bilancio. Sei un fannullone? Non ti va di lavorare? O meglio vuoi un posto di lavoro che consenta di poterti fare comodamente i fatti tuoi? Magari andartene a fare la spesa, oppure a gironzolare per le vie e le piazze del centro storico e magari andartene in orario d’ufficio a casa a farti un pisolino? Bene, tutto questo è ancora possibile, alla faccia delle strombazzate riforme della pubblica amministrazione. Di che parliamo? Avete presente quando in tv compare il sornione ministro di turno che annuncia finalmente (sarà la centesima volta) licenziamenti facili per i «furbetti del cartellino»? Ebbene, se vivete a Partanna, scordatevelo! Tutto questo secondo il Tribunale di Palermo. E, si sa, in Italia, ogni tribunale è un mondo a sé stante. I fatti circostanziati Accade che un dipendente comunale, per la precisione un messo notificatore, dopo il licenziamento avvenuto nel 2015 a causa dei vari episodi di ingiustificato allontanamento dal lavoro, è stato reintegrato e “risarcito” degli stipendi arretrati. Motivo? Nel 2007, anno in cui sono partite le indagini a carico dell’uomo, il licenziamento per casi del genere non era contemplato dalle norme. Le recenti regole antiassenteismo, integrate nel decreto Brunetta, che attuano la parte della delega sulla pubblica amministrazione relativa al procedimento disciplinare e prevedono il licenziamento, non sono retroattive. La Corte d’Appello di Palermo ha così accettato il ricorso del dipendente stabilendo che lo stesso non poteva essere licenziato per «assenteismo », ma al massimo sospeso dal servizio per dieci giorni. Oltre al danno, la beffa. E così il Comune si vede ora costretto a liquidare al dipendente, tra arretrati e spese legali, ben 76.756 euro. In sintesi, se l’uomo ha arrecato un danno all’erario comunale a causa delle sue assenze, pregiudicando anche il servizio di notificazione, adesso senza aver svolto un solo giorno di lavoro negli ultimi due anni, riceverà tutti gli stipendi arretrati. Esposto anonimo Il comportamento del dipendente era stato segnalato ai carabinieri di Partanna da un esposto anonimo. Una segnalazione che aveva fatto scattare le indagini: il dipendente era stato quindi sorpreso dagli investigatori, per un’intera settimana, a «recarsi a casa propria, portandovi la spesa, le buste di acquisti effettuati, le compere di formaggi locali, entrando in abitazione e trattenendovisi dentro per intere mezzore, amabilmente conversando con i figli e facendo, come suol dirsi, gli affari propri durante l’orario di servizio, addirittura lasciando fuori in sosta la macchina del Comune, salvo prelevare la propria, uscire e poi far ritorno in casa». La vicenda giudiziaria Dopo una prima conferma del licenziamento da parte del Tribunale di Sciacca, per il Comune è arriva la «stangata ». In secondo grado, infatti, sono decadute tutte le pene di giustizia per i reati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa ai danni di un ente pubblico e peculato d’uso. Sui social, appresa la notizia, si è subito scatenato il putiferio. L’indignazione è stata tanta e stavolta non si tratta di quell’indignazione che è quasi un riflesso condizionato, ma è basata su motivazioni realmente valide: poiché è proprio a causa di sentenze di questo tipo che i cittadini sempre più percepiscono come distanti le istituzioni. C’è chi ha ironizzato sul fatto che lo Stato dovrebbe conferire agli assenteisti una medaglia, un encomio o, perché no, addirittura nominarli cavalieri del lavoro. Per il Comune si porrebbe la possibilità di ricorrere in Cassazione, per il giudizio definitivo, ma pare che non ci siano i margini. Agostina Marchese