Scavi al castello Eufemio Importanti ritrovamenti

Un bilancio positivo, quello degli scavi archeologici al Castello Eufemio. All’interno della sala conferenze dell’ex Convento di San Francesco sono state presentati i risultati e le scoperte delle indagini archeologiche effettuate. La campagna di scavi, finanziata con fondi europei, è stata diretta e coordinata sul campo da José María Martín Civantos, del Dipartimento di Historia medieval dell’Università di Granada (Spagna). Nel gruppo di ricerca era presente anche Rocco Corselli (nella foto con Civantos), archeologo calatafimese. I ritrovamenti sono risultati in linea con le finalità del progetto, ossia di rintracciare le fasi islamiche del castello. Tra le scoperte effettuate dall’équipe si citano le tre fosse attigue scavate nell’arenaria, interpretate in via preliminare come silos; una canaletta intagliata nella roccia; materiali e frammenti ceramici di tradizione islamica, collocabili tra il X e fine XI secolo d.C; varie lucerne, di cui una aperta con beccuccio (databile tra la fine dell’XI e gli inizi del XII sec. d.C.); una sorta di muro che sembrerebbe essere la base, o la fondazione, di un alzato andato perduto. Sono stati, inoltre, rinvenuti numerosi frammenti di anfore, di catini invetriati, di pentole, un dado in osso di circa mezzo centimetro, una lama di selce bionda di cinque centimetri di lunghezza, ed ancora una moneta di vetro riportante la scritta «Acre » in arabo (potrebbe essere riferibile ad un’omonima città della Palestina); e ancora ditali, fibbie, una punta di freccia in metallo, giocattoli di terracotta,un osso lavorato a punta ed una fiaschetta di vetro. Nell’area del cortile del castello sono stati rinvenuti inoltre indizi riconducibili al periodo pre-normanno o presvevo del castello, databile tra il 1300 e il 1400. Risulta che il castello, intorno alla metà del XVIII secolo d.C., ha subìto una trasformazione generale nell’utilizzo della struttura, tant’è che nel corso delle indagini archeologiche sono state individuate una serie di celle costruite ex novo, che risultano storicamente essere state utilizzate come carcere fino al 1867. Lo studio del castello è agli inizi, ma le ricerche continueranno. (p.b.)