SALEMI. Un tuffo nella storia del Belice e un’immersione nell’arte contemporanea per l’Istituto Tecnico

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Un tuffo nella storia del Belice e un’immersione nell’arte contemporanea. È quello che hanno fatto le classi seconde dell’Istituto Tecnico «D’Aguirre» di Salemi andando alla scoperta della cultura e della memoria storica di Gibellina. Un’altra tappa di un progetto che punta a far conoscere i luoghi e gli eventi che hanno caratterizzato la storia locale per consentire così agli studenti di raccontare il territorio in cui vivono, mettendo in evidenza le peculiarità e le potenzialità culturali e turistiche del patrimonio artistico, monumentale, storico e archeologico della Sicilia occidentale. Questa volta non è bastato seguire le orme della scuola peripatetica di Aristotele, ma si è dovuto ricorrere anche al viaggio quasi metafisico teorizzato dal filosofo di Stagira per conosce le realtà che stanno attorno. Un percorso trascendentale, una visita didattica alla vecchia e nuova Gibellina che ha suggestionato, incuriosito e affascinato gli studenti, ammaliati dalla bellezza e dalla potenza di un “disegno” culturale, lungimirante e sagace, considerato da tanti visionario e utopistico ma che è diventato invece una splendida realtà. Un progetto partorito dalla mente di Ludovico Corrao, uomo politico eclettico e carismatico, uno degli amministratori più perspicaci del nostro territorio che ha cambiato il volto di Gibellina. “Deus ex machina” di una città protagonista assoluta dell’arte e della cultura contemporanea, un museo a cielo aperto, meta di studiosi e turisti. «Sono stati in tanti – afferma Daniela Giordano, una delle docenti promotrici dell’iniziativa – a darci la loro disponibilità per accompagnare i ragazzi, nelle varie tappe della visita didattica, alla scoperta di dettagli curiosi, originali ed esclusivi della piccola città belicina. Ringrazio tutti a nome della scuola e degli alunni  per la dedizione, pazienza e disponibilità a farci da guida ed in particolare ringrazio Salvatore Sutera, sindaco di Gibellina, per l’affettuosa accoglienza e per il tempo che ha dedicato ai nostri alunni».
La visita inizia con Giulio Ippolito, amico e “delfino” di Ludovico Corrao, che ha guidato gli studenti dentro il Baglio Di Stefano per conoscere ogni dettaglio del museo delle «Trame mediterranee». È poi proseguita con la collaborazione di Giuseppe Pirrello in un tour per conoscere la bizzarra struttura architettonica di Gibellina e delle sue opere d’arte “en plein air”. Filippo Pirrello ha invece accolto gli studenti al Cresm e li ha accompagnati nella visita del museo Belìce/Epicentro della Memoria Viva. Pirrello ha narrato loro la storia della Valle del Belìce; una storia che sorprende, attrae e ispira. Una mostra esposta al museo fa emergere i fatti e le vicende di un territorio e del suo popolo che, a partire dagli anni 60, produsse uno dei più interessanti esperimenti di democrazia partecipativa in Italia: gli «scioperi alla rovescia», le denunce sociali, le inchieste, i digiuni. Una rivoluzione non-violenta, capitanata da Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, interrotta il 15 gennaio 1968 da una violenta scossa tellurica. In quella notte d’inverno il terremoto sbriciola la Valle del Belice. Gibellina, Poggioreale, Salaparuta e Montevago, epicentro del disastro, sono trasformati in cumulo di macerie. Centinaia i morti, indicibile la sofferenza di decenni fra tende e baracche costellati da amarezza e rabbia per l’indifferenza delle istituzioni ma anche vissuti con il forte desiderio di riscatto e rinascita. Le parole appassionate di Pirrello, insieme ai documenti e alle immagini, trasportano i giovani studenti in un viaggio davvero metafisico. Dopo il pranzo, all’interno delle mura del vecchio castello di Rampinzeri, a Santa Ninfa, gli studenti, guidati da Gianfranco Barraco di Legambiente, hanno visitato la valle del Biviere con i suoi caratteristici fenomeni carsici, le doline e i karren di roccia gessosa, autentiche meraviglie della natura. Sempre Barraco ha accompagnato i ragazzi nel percorso didattico “Esplora Ambiente” del Centro visitatori della Riserva Naturale «Grotta di Santa Ninfa», fornendo loro le informazioni sulla geologia dei luoghi attraverso pannelli divulgativi, esposizioni tematiche e una collezione di rocce gessose.
La riserva è stata istituita dalla Regione nel 1996 per salvaguardare un vasto altopiano carsico di notevole interesse geologico, paesaggistico e naturalistico e caratterizzata da una grotta scavata dall’acqua, ricca di splendide concreazioni gessose e carbonatiche. La visita all’interno dei locali del castello è continuata al museo della preistoria «Pietra: prima cultura», accompagnati dallo studioso Biagio Accardo, che ha descritto i reperti paleontologici del territorio e l’evoluzione della storia dall’età della pietra all’età del ferro.
La giornata si è conclusa con la visita del Cretto di Burri, il lenzuolo funerario di cemento, una delle opere di “landscape art” più grandi al mondo, nella quale è racchiuso il profondo dolore della vecchia Gibellina totalmente rasa al suolo dal terremoto.
Gaspare Baudanza