Rifiuti, «no» ai sacchi neri

ORDINANZA. Previste multe da 25 f ino a 500 euro. Chi vende sacchi neri, quelli fino a poco tempo fa utilizzati per i rifiuti solidi (il cosiddetto scarto «indifferenziato »), rischia una multa che varia da 25 a 500 euro. È l’effetto della stretta imposta dal sindaco Catania, che ha vietato agli esercizi commerciali la vendita di sacchetti che non siano trasparenti e biodegradabili, come peraltro prevede tutta la nuova regolamentazione sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, finalizzata all’innalzamento progressivo della riciclata. L’ordinanza sindacale è motivata da un lato da ragioni di decoro (i sacchi neri non sono belli a vedersi), dall’altro a consentire facilmente, agli addetti al ritiro dei rifiuti, la verifica sulla correttezza della separazione degli scarti. Molti, infatti, aggirano le regole, infilando di tutto nel sacco dell’indifferenziata, nero e quindi non trasparente. Ora ciò non sarà più possibile. La stretta è stata decisa dopo che gli ultimi dati sui conferimenti in discarica hanno segnalato un aumento dei rifiuti solidi urbani, in contrasto quindi rispetto a quelle che sono gli obiettivi fissati dalle nuove, rigide, norme, che peraltro prevedono penalità per i comuni che non raggiungono le soglie previste dalla legge. Penalità che si traducono poi in un aumento del costo del conferimento in discarica e quindi della bolletta che i cittadini pagano per il servizio. Pochi incivili rischiano quindi di compromettere l’impegno dei tanti che invece correttamente differenziano i rifiuti, contribuendo così al rispetto dell’ambiente e all’abbassamento del costo della bolletta. Già a marzo, peraltro, un’ordinanza aveva vietato l’uso dei sacchi neri.