Riconosciuti tre debiti fuori bilancio

CONSIGLIO. L’aula dà copertura ad una serie di spese non preventivate. Tre debiti fuori bilancio sono stati approvati nel corso di una seduta prenatalizia del Consiglio comunale a «ranghi ridotti» (appena otto i presenti: ossia il minimo per garantire il numero legale, grazie alla presenza in aula del consigliere di minoranza Tarantolo). Il primo debito, di 3.167 euro, è stato riconosciuto in favore della ditta «Pasm service», che ha gestito il sito internet del Comune, nonché i servizi di posta elettronica, posta certificata, di aggiornamento dei contenuti e del sistema informatico dell’ente nel corso del 2016. La ditta aveva sollecitato il rinnovo ed il pagamento dei servizi, quantificati in 3.300 euro. Da un controllo degli atti d’ufficio è però emerso che non è mai stato assunto l’impegno di spesa, mentre la ditta, anche se formalmente non incaricata, ha continuato a svolgere il servizio, effettuando prestazioni ordinate dal Comune. Per venirsi incontro, l’ente ha chiesto alla «Pasm service» di rinunciare alla parte di compenso relativo all’utile d’impresa (il 4 per cento dell’importo richiesto) e la società ha accettato la transazione. L’aula ha quindi autorizzato la liquidazione del debito, per evitare danni all’ente, e quindi maggiori uscite per una possibile causa civile. La delibera sarà però trasmessa alla Corte dei conti, che dovrà valutare se ci siano state condotte non conformi alle norme da parte degli uffici. Un altro debito fuori bilancio di 12.505 euro è stato riconosciuto in seguito ad una sentenza del Tribunale di Marsala, che ha condannato il Comune a risarcire un minorenne che nel 2010, a causa di uno scavo privo di asfalto, aveva perso il controllo del proprio ciclomotore cadendo rovinosamente a terra e riportando ingenti danni fisici. Nell’importo, oltre al risarcimento per i danni subìti, erano previste le spese sanitarie sostenute dalla famiglia del minore e quelle legali. Un ulteriore debito di 11.877 euro è stato riconosciuto dall’assemblea civica per le spese legali relative ad una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, che era stato chiamato a decidere su una vertenza tra l’ente e l’impresa «Vertical projet» di Cesarò (Messina) per i lavori di adeguamento e ristrutturazione del Museo civico (nella foto), che erano stati inizialmente aggiudicati all’Associazione temporanea d’imprese «Isor costruzioni» e «Riam» di Favara (Agrigento). La «Vertical projet», che era arrivata seconda, aveva fatto ricorso contro l’aggiudicazione ed aveva vinto. La ditta messinese ha comunque rinunciato al risarcimento dei danni per la mancata assegnazione iniziale dei lavori, la cui prima parte era stata realizzata dalle due imprese agrigentine.