Rendiconto 2016, avanzo quasi tutto «vincolato»

CONSIGLIO COMUNALE. Variazioni, seduta rinviata: il revisore dei conti f inisce in ospedale e manda la «giustif icazione». L’aula approva il consuntivo: accantonamento prudenziale di 800mila euro. La Giunta dà il «via libera» al piano di stabilizzazione dei lavoratori precari. Nella seduta del 28 novembre, il Consiglio comunale ha approvato, a maggioranza (contrario il solo Riserbato), il rendiconto della gestione finanziaria relativo al 2016. I numeri del consuntivo Il consuntivo si è chiuso con un avanzo di 890.113 euro. I residui attivi (crediti vantati dall’ente e non riscossi) ammontano a 3.271.133; i residui passivi (debiti che il Comune deve pagare) invece a 2.525.675 euro. Previsti, come le norme sulla contabilità ormai impongono, una serie di fondi prudenziali: quello pluriennale per le spese correnti è di 82.974 euro; quello per le spese in conto capitale di 263.082. L’avanzo di amministrazione è quasi tutto «vincolato»: la parte libera, e quindi spendibile, è infatti di appena 11.000 euro. La parte accantonata ammonta invece a 806.033 euro: di questi, 615.277 euro vanno nel fondo crediti di dubbia esigibilità; 5.126 per l’indennità di fine mandato del sindaco; 2.606 euro per i diritti di rogito del segretario comunale; 183.023 a garanzia della restituzione dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti. Variazioni al bilancio Nella stessa seduta l’aula era stata convocata dal presidente Internicola per discutere le ultime variazioni dell’anno, finalizzate a dare copertura ad alcune spese. La delibera era però priva del parere obbligatorio per legge che deve essere reso dal revisore dei conti. Ad impedirlo, il fatto che il revisore in carica, Margherita Fontana, per un problema di salute fosse finita in ospedale. Ad Internicola non è rimasto altro da fare che proporre l’aggiornamento della seduta, in attesa che la Fontana risolvesse i suoi problemi medici e potesse rilasciare il prescritto parere. Nella seduta di prosecuzione, l’aula ha quindi approvato la delibera con il voto contrario di Riserbato e di Cristina Accardo. Le somme saranno utilizzate, come ha chiarito l’assessore al Bilancio Katia Marsala, per il riconoscimento di debiti fuori bilancio e di spese obbligatorie non preventivate relative al consumo di energia elettrica, oltre che per alcuni interventi richiesti dai responsabili dei settori dell’ente. Stabilizzazione precari La questione della stabilizzazione dei precari è stata affrontata anche a Vita. Il Comune utilizza infatti diciassette lavoratori socialmente utili, fino ad oggi pagati con fondi della Regione, e nove cosiddetti «contrattisti», che percepiscono una sorta di sussidio per le mansioni che svolgono. La Giunta municipale presieduta dal sindaco Filippa Galifi ha quindi approvato la delibera con il programma di fuoriuscita dal precariato con l’obiettivo di convertire i contratti attualmente a tempo determinato dei precari e ciò perché questi, come si legge nella delibera, «risultano ormai necessari, in ragione del fabbisogno organizzativo dell’ente, per assicurare i servizi erogati», anche alla luce dei diversi pensionamenti che hanno interessato gli uffici comunali negli ultimi anni. In questa fase la Giunta, anche perché obbligata dalle nuove norme, s’è limitata a licenziare un atto di indirizzo con il quale condiziona la conversione dei contratti «alla verifica della capacità dell’ente di sostenere il peso finanziario derivante dalle stabilizzazioni, anche tenendo conto del previsto contributo regionale, da riscontrare in sede di formazione del bilancio di previsione 2018». La volontà dell’esecutivo di recepire le indicazioni del recente decreto Madia (dal nome del ministro della Pubblica amministrazione), insomma c’è. Bisogna però valutare attentamente se c’è anche la copertura economica, ossia se le somme risparmiate negli ultimi anni con i pensionamenti consentiranno l’assorbimento di tutti i precari in servizio.