Pala eolica sfratta «Montagna di sale»?

IL COMUNE DI GIBELLINA NON AVREBBE TRASCRITTO L’ATTO DI ESPROPRIO DELL’AREA
La «Montagna di sale» (nella foto), opera celeberrima di Mimmo Paladino, icona del Baglio Di Stefano e della Fondazione Orestiadi, potrebbe essere «sfrattata». La proprietà del terreno su cui sorge l’installazione che Paladino realizzò nel 1990 per la messa in scena de «La sposa di Messina» è stata infatti rivendicata da un privato, che vorrebbe realizzarvi un impianto eolico. La battaglia legale è all’orizzonte. Anche perché il Comune è pronto ad opporsi alla richiesta in tutte le sedi. Questo a sentire il sindaco, Salvatore Sutera, per il quale c’è poco da discutere.
L’area sui cui sorge l’opera fu espropriata dal Comune negli anni Novanta. L’atto, però, non sarebbe mai stato trascritto e rischia quindi di essere nullo. Nel frattempo, il vecchio proprietario ha venduto il terreno e l’acquirente ne rivendica ora l’uso. Con la finalità di installarvi un impianto eolico. Che certo non avrebbe, per i turisti, lo stesso fascino degli ormai inconfondibili cavalli neri di Paladino che ricordano quelli del «Disarcionamento di Bernardino della Carda» (1438) di Paolo Uccello. «L’amministrazione comunale – ha annunciato Sutera – si sta attivando per tutelare il proprio patrimonio artistico».