Minoranza spaccata, una parte sceglie l’Aventino

Iconsiglieri di minoranza Di Girolamo e Zummo hanno scelto ancora una volta l’Aventino, abbandonando la seduta convocata d’urgenza dal presidente Vito Bonanno lo scorso 17 gennaio. A spiegarne le ragioni è stata Maruschka Zummo, che ha criticato il modus operandi della presidenza di convocare spesso con carattere d’urgenza (e quindi con tempi ristrettisimi per l’esame dei documenti) le riunioni d’aula. La Zummo ha quindi annunciato che sia lei che Di Girolamo non parteciperanno più alle sedute che abbiano tali caratteristiche. Il precedente recente Non è la prima volta che i due abbandonano l’aula per protesta, anzi, in questa consiliatura è stata una costante. Il precedente più recente risale al 22 novembre scorso: in quella occasione i consiglieri del gruppo «La città che vorrei » avevano contestato, come già in passato, la «ristrettezza dei tempi di convocazione della seduta e la scarsa o nulla compartecipazione agli argomenti posti all’ordine del giorno». Anche sulla scelta della sede, Di Girolamo e la Zummo avevano avuto da ridire. Bonanno aveva infatti disposto che la seduta si tenesse alla Fondazione Orestiadi, dal momento che la sala consiliare al Palazzo municipale è interessata da lavori. Di Girolamo e la Zummo non condivisero la scelta di Bonanno e parlarono, in modo vagamente criptico, di «tentativo di mischiare le carte in tavola, di voler confondere volutamente le cose». Quale fosse questo tentativo di «mischiare le carte», i due non l’hanno però mai spiegato. Minoranza spaccata Nessuno, però in aula s’è strappato le vesti per l’abbandono di Di Girolamo e della Zummo, e la seduta è andata avanti regoalrmente, anche perché gli altri tre consiglieri di minoranza (l’indipendente Tarantolo e le socialiste Ienna e Renda) sono rimasti al loro posto. Va comunque sottolineato che la convocazione d’urgenza è prevista dalla legge e dai regolamenti. Il presidente Bonanno non compie quindi alcun abuso, anche perché è sempre il Consiglio comunale, a maggioranza, che, in apertura, decide se la seduta convocata con carattere straordinario debba tenersi oppure debba essere rimandata per un approfondimento degli atti da approvare. Questo aspetto sia Di Girolamo che la Zummo fanno finta di non saperlo. L’attacco di Sutera Il presidente Bonanno ha quindi motivato la sua decisione facendo presente che ocorreva approvare il «Paes» per potere accedere ad un bando di finanziamento in scadenza l’indomani, il 18 gennaio. Durissimo, dal canto suo, il sindaco Salvatore Sutera: «Abbandonare l’aula – ha detto – è una scusa per non assumersi responsabilità nell’interesse della città, vista la finalità, che si vuole perseguire con l’approvazione del Piano per l’energia sostenibile». Dopo aver poi ammesso «le criticità della convocazione d’urgenza, che non permetterebbe un pieno approfondimento degli atti», ha tuttavia ribadito che tale possibilità «è contemplata dalle norme in presenza dei presupposti» e che, comunque, occorra andare oltre le critiche «nell’interesse della città». La capogruppo del Psi Emanuela Renda s’è augurata che per il futuro le convocazioni d’urgenza «non abbiano a ripetersi ». Salvatore Tarantolo ha invece affermato di non condividere la scelta dei consiglieri che hanno abbandonato l’aula, «pur rispettando la loro scelta». Sia la Renda che Tarantolo si sono però detti favorevoli all’approvazione della proposta di delibera «in quanto utile alla città». La Renda e la Ienna hanno comunque votato contro le ragioni d’urgenza e hanno poi dato il loro placet sull’atto.