Lotta alla corruzione, incontro con Cantone

«La luce del sole è il miglior disinfettante». Queste parole, scritte nel 1913, da Louis Brandeis, giudice della Corte Suprema americana, racchiudono al proprio interno tutta l’importanza che l’accesso alla conoscenza e alla trasparenza hanno nel prevenire la corruzione. Proprio su questo concetto si è soffermato Raffaele Cantone (nella foto), presidente dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Cantone è intervenuto ad un convegno tenutosi il 22 marzo alla Fondazione Orestiadi. La trasparenza, strumento di controllo diffuso in tutte le democrazie del mondo, deve essere un modo per evitare il verificarsi di conflitti d’interesse all’interno dell’amministrazione. «Amministrazione italiana che – come ha specificato Cantone – presenta però diverse lacune, come l’invecchiamento (in quanto da più di 10 anni non si attuano assunzioni), e la scarsa digitalizzazione. La nuova logica del piano di prevenzione della corruzione – ha aggiunto – deve invece rappresentare il capovolgimento di questo meccanismo, in cui sia possibile comunicare con i cittadini, tramite procedimenti immediatamente visibili, leggibili e soprattutto comprensibili, in modo tale da renderli edotti su tutto ciò che avviene all’interno della pubblica amministrazione, non superando certi limiti». A giocare un ruolo fondamentale, per Cantone, è la burocrazia, «perché un eventuale eccesso non farebbe altro che incentivare la corruzione ». Ma quando si parla di corruzione è impossibile non far riferimento al rapporto strutturato che esiste con la mafia. La criminalità organizzata ha sempre utilizzato la corruzione, non limitandosi alla semplice intimidazione, per ottenere il consenso. «Il mafioso intelligente non minaccia, compra». Sconfiggere la corruzione non è per niente facile, a causa del suo carattere particolare, di difficile comprensione, anche dal punto di vista giudiziario (non è un caso che ci vogliano anni prima che una vicenda di corruzione venga scoperta e punita). La trasparenza si pone dunque come strumento privilegiato per la lotta alla corruzione e al contrasto degli interessi mafiosi. Valentina Mirto