Lo sforzo del Pd, la confusione di Forza Italia

Mentre il vittimismo regna sovrano in città, c’è chi, responsabilmente, prova a ragionare e a fare uno sforzo di comprensione in mezzo alla babele berciante e puerile che si incanala soprattutto nei social, moderna cloaca raccogliente qualsiasi feccia. L’analisi fredda del Pd In mezzo a populisti d’accatto e a vanagloriosi tribuni della plebe che hanno reso i partiti e le forze politiche formazioni gregarie incapaci di effettuare analisi e suggerire proposte, ormai gregarie del «sentire comune», del quale vanno a rimorchio, si distingue, per lucidità e freddezza, il Pd. I «dem» locali, come si conviene ad una forza seria che ambisce a governare la città, fanno capire che senza il primato della politica non si va da nessuna parte. Preso atto del fatto che Castelvetrano «sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente » (una città «avvilita, bersagliata, mortificata», la definiscono), i democratici ritengono che il ruolo della politica sia anzitutto quello di «superare la denuncia e l’indignazione, indirizzandosi piuttosto alla ricerca delle soluzioni ». Per il Pd locale l’unico modo per «rappresentare le istanze dei castelvetranesi» è «il confronto costruttivo con chi è chiamato oggi a governare la nostra città» (ossia i commissari, che quindi, è il sottinteso, non vanno demonizzati). Non è certo «attraverso comunicati e i socialnetwork, le apparizioni televisive o le interviste pilotate», sottolineano i «dem», che si risolvono i problemi. Ecco perché il Pd sente l’urgenza di chiarire che i suoi rappresentanti non parteciparanno «alla demagogica competizione di chi urla più forte». La coraggiosa nota del circolo cittadino (una rarità nella indistinta banalità delle analisi) va oltre e mette il dito nella piaga: «Non è sufficiente un autoscatto per affermare la propria onestà: nel nostro caso, nemmeno l’onestà personale è più sufficiente. Occorre l’onestà dei comportamenti, dei fatti concreti, delle soluzioni credibili, degli impegni realizzabili». È per queste ragioni che militanti, iscritti e dirigenti del partito si confronteranno «presto» in una assemblea aperta «a quanti intendano affrontare un dialogo obiettivo e sereno », confrontandosi «sui problemi e le soluzioni per la città, affinché si cambi rotta e si torni a parlare di Castelvetrano come la terra delle opportunità e delle eccellenze, delle sfide raccolte e vinte ». Il centrodestra ambiguo Alla nettezza della posizione del Pd fa da contraltare la nota della coalizione di centrodestra orfana, ad oggi, di un leader che la rappresenti nella prossima competizione amministrativa (probabilmente si tornerà al voto nel giugno 2019). Forza Italia e i movimenti «Liberi e indipendenti », «Castelvetrano Futura» e «Alleanza etica», dimostrando d’aver capito poco o nulla del problema, parlano infatti di «irritante campagna mediatica, oltremodo esagerata », che avrebbe «ulteriormente penalizzato la comunità castelvetranese» (il solito riflesso condizionato per cui la colpa è sempre degli altri, in questo caso della stampa). L’ambiguità del documento vergato dai forzisti e dai loro alleati è evidente quando, dopo aver sottolineato «l’azione di contrasto da parte degli inquirenti verso il sistema mafioso », si sofferma sulla «inevitabile ricaduta delle recenti azioni di contrasto verso la criminalità organizzata al tessuto economico e sociale di Castelvetrano». Come se la disoccupazione (che ha raggiunto il 60 per cento) fosse indirettamente colpa non della mafia che drena risorse, ma della lotta alla criminalità. Probabilmente i forzisti volevano dire altro, ma il lapsus calami è rivelatore di una certa cultura di fondo. Ancora più evidente quando la nota cita le diverse «centinaia di posti di lavoro venuti meno per i sequestri e le confische di numerose aziende cittadine ». Ma la perla è quando, dopo essersi professati «contrari alle campagne denigratorie e alla gogna mediatica», causata da «certi articoli distorti», la nota annuncia che sarà sporta querela «in difesa della città contro chi scriverà inesattezze e verserà fango strumentale sulla comunità».