Le lamentale di Rocco Caracci

Rocco Caracci (nella foto) non se l’è tenuta. Ha ricevuto una risposta (scritta) ad una sua interrogazione del 30 novembre dell’anno scorso. «Volevo ringraziare il sindaco e l’amministrazione comunale tutta – ha ironizzato – per la celerità della risposta: appena sei mesi ». Caracci ha ricordato che il regolamento di funzionamento del Consiglio comunale prevede che le risposte agli atti di sindacato ispettivo vengano fornite entro trenta giorni. «Non so se sei mesi siano pochi o molti – ha proseguito, celiando, Caracci – ma io ringrazio per la celerità. Non appena avrò contezza del contenuto – s’è rivolto al sindaco Catania – le farò sapere. Soddisfattissimo sono». Sempre nel corso di una delle ultime sedute consiliari, Giuseppe Libeccio ha sollevato la questione della pulizia della Villa Garibaldi: «Qualunque cittadino – ha premesso – vorrebbe la sua città pulita. Da diverso tempo – ha aggiunto – ho preso l’abitudine di fare delle passeggiate nel luogo più importante della nostra città, Villa Garibaldi, e vedo che nella vasca, il colore dell’acqua è diventata nera; ci sono bottiglie vuote di birra, ci sono cartoni buttati, ci sono piatti di plastica, c’è un cattivo odore. Io mi sono vergognato di essere partannese. Non voglio accusare l’amministrazione, ma mi sono vergognato e di avere quasi contribuito a creare uno sconcio nel luogo più bello e più importante che c’è a Partanna ». Da qui l’invito a vigilare, «magari anche con l’utilizzo di videocamere». «La stessa vergogna che ha provato lei – ha risposto Catania – la provo anche io; mi vergogno di un certo grado di inciviltà che ancora regna sovrano nella nostra comunità».