Le astensioni salvano Sutera sul piano rifiuti

CONSIGLIO COMUNALE. L’indipendente Plaia chiede di ridiscutere l’intero documento; il sindaco però tira dritto. Un quarto d’ora di sudori freddi, in una sala consiliare congelata per il mancato funzionamento dei condizionatori. Nella seduta serale del 28 marzo, ci sono voluti quindici minuti di compulsazione del regolamento di funzionamento d’aula, da parte del presidente Vito Bonanno e del segretario comunale Lillo Calamia, per giungere alla conclusione che la delibera relativa al Piano finanziario del servizio rifiuti era passata. A causare i brividi lungo la schiena del sindaco Sutera e della sua traballante maggioranza è stata la conta al momento del voto finale: cinque favorevoli (i consiglieri rimasti fedeli al primo cittadino), quattro contrari (gli oppositori Maruskha Zummo, Di Girolamo, Renda e Ienna) e tre astenuti (l’indipendente Plaia, Balsamo e il leghista Tarantolo). Assenti tre esponenti della maggioranza, a conti fatti la delibera aveva ottenuto appena cinque «sì» sui dodici presenti. Da qui il dubbio: l’astensione va equiparata al voto contrario, come avviene ad esempio al Senato, oppure no? Solo la lettura attenta del regolamento ha svelato l’arcano: gli astenuti vanno conteggiati ai fini del quorum strutturale (ossia consentono il mantenimento del numero legale, quello minimo per far passare un atto), ma non pesano ai fini dell’approvazione della delibera, che quindi, per cinque a quattro, passa. Qual è il dato politico Che il sindaco Sutera non abbia più una maggioranza coesa è acclarato da tempo. Naviga a vista e fino ad ora può anche considerarsi fortunato. Per due ragioni. La prima è che Nino Plaia, pur avendo lasciato il gruppo del sindaco, non s’è trasformato in un oppositore; nel qual caso sarebbe passato dalle astensioni ai voti contrari. La seconda perché gode dell’insperato aiuto che gli sta dando Salvatore Tarantolo, il quale, staccatosi da tempo dal resto della minoranza, svolge il suo compito di opposizione senza forzare e quindi fondamentalmente astenendosi anch’esso. Daniele Balsamo è invece un caso a parte: ufficialmente, infatti, pur avendo perso l’assessore di riferimento (Gioacchino De Simone), Balsamo è rimasto in maggioranza, con un ruolo però critico. Anch’egli, comunque, come Plaia e Tarantolo, non pigia troppo il pedale. Sutera senza alternative La verità è che probabilmente nessuno ha intenzione di far male a Sutera. Forse nessuno ne ha la forza. O semplicemente è ancora presto per pensare alle altenative politiche che tra un paio d’anni si imporranno per forza di cose (si tornerà a votare infatti nella primavera del 2020). Il costo della monnezza Il Consiglio comunale, quindi, ha approvato il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per il 2018. Complessivamente per quasi 700mila euro. Con un leggero ribasso rispetto allo scorso anno: 10mila euro. «Non moltio, ma è qualcosa», ha chiosato il capogruppo della maggioranza Francesca Barbiera. Plaia ha provato a stanare il sindaco e ciò che resta della sua maggioranza, chiedendo di ridiscutere l’intero piano: «Perché – ha chiesto – non fare un controllo quotidiano su quanto lavorano gli operai addetti al servizio? Se hanno delle ore libere – ha aggiunto – e noi paghiamo anche quelle, perché non provare ad utilizzarli in altre incombenze?». Sutera ha nicchiato per un po’, evidentemente non certo dei numeri di cui poteva disporre (probabilmente non era sicuro che Tarantolo si astenesse e temeva un voto contrario sia da Plaia che da Balsamo), poi ha tagliato corto: «I comuni non agiscono in maniera autonoma, ma all’interno di un quadro di norme, che in questo caso sono regionali ». Quindi è andato a vedere le carte di Plaia e i numeri gli hanno dato ragione. Per stavolta.