L’attivismo di Luciano Perricone

Non c’è solo l’ex assessore Udc Mimmo Signorello a proporsi come leader della coalizione di centrodestra. L’ex candidato-sindaco Luciano Perricone (nella foto) non ci sta né ad essere «posato», né ad essere «scavalcato ». Così, nelle ultime settimane, s’è contraddistinto per l’attivismo. Note e comunicati sempre più frequenti per far sapere intanto che lui c’è (ancora) e quindi per veicolare il suo pensiero. Il messaggio è chiaro, ed è un messaggio che “parla” alla coalizione prima che alla città. Perricone, insomma, non recede. Si mettano l’anima in pace, pare dire, sia il pugnace Signorello (massone orgoglioso di esserlo), sia l’avversario interno Salvatore Stuppia, che pochi mesi fa l’aveva liquidato senza tanti scrupoli, probabilmente pregustando per se stesso il ruolo che a giugno era toccato a Perricone dopo aver vinto la competizione interna nel centrodestra. Perricone quindi c’è. E pretende d’essere ancora lui il «campione» della coalizione quando, terminata la «quarantena», si tornerà a votare. Un proposito, quello del bancario, che dovrà però fare i conti sia con le ambizioni di Signorello (ha sempre ritenuto un vulnus lo scioglimento degli organi politici), che con quelle, mai sopite, dell’ex vicesindaco Stuppia (ha vissuto come una usurpazione la vittoria di Perricone nella convention della primavera dell’anno scorso). La competizione per conquistare lo scettro del centrodestra orfano dell’incandidabile Errante, è quindi aperta più che mai. L’unico che potrebbe riportare la pax è l’ex parlamentare regionale Giovanni Lo Sciuto, il quale, bocciato a novembre nella competizione per il ritorno all’Ars, potrebbe accarezzare l’idea di proporsi per la sindacatura nel 2019. Il problema, per Lo Sciuto, è che le sue truppe sembrano essere in disarmo, come ha dimostrato il dato elettorale tutt’altro che esaltante del 5 novembre scorso. Peraltro, Lo Sciuto pare essersi eclissato. Da mesi ha fatto perdere le sue tracce. C’è chi sostiene stia ancora smaltendo la delusione per la mancata rielezione. Ma c’è anche chi è pronto a giurare che in realtà, nel suo buen retiro, stia studiando già da candidatosindaco di Forza Italia, magari (perché no?), «benedetto» direttamente dal redivivo leader forzista Silvio Berlusconi. Sarebbe un colpaccio.