La ‘nciuria, espressione della cultura popolare

IL LIBRO. Lo scrupoloso lavoro di ricerca di Salvatore Maurici pubblicato da Saladino editore. Si intitola «‘Nciuria. I soprannomi a Palazzo Adriano » (nel riquadro la copertina) l’ultimo libro di Salvatore Maurici pubblicato da Saladino editore nella collana «Argomenti» (80 pagine 8 euro). Il dialetto, spiega l’autore, è «una necessità propria delle realtà locali all’interno di uno Stato nazionale: consente alle comunità di potere esprimere comuni tradizioni popolari di tipo etnico e linguistico ». Secondo Maurici, il dialetto «aiuta a capire meglio noi stessi e il nostro passato, la microstoria di cui siamo portatori e testimoni». Ma il dialetto è anche una realtà storica e culturale, «mezzo espressivo fondamentale di una classe sociale che, pur tra profonde contraddizioni, ha espresso ideali e valori, culture che ancora oggi sopravvivono ». Negli ultimi anni l’interesse per il dialetto e per la cultura popolare da esso veicolata, è cresciuto. «Rivalutare la civiltà contadina – sottolinea Maurici – significa recuperare tutte quelle forme culturali legate ad un mondo oggi in gran parte scomparso o messo in crisi, evitando però lo sfruttamento portato avanti da certo folclore per turisti». Il patrimonio culturale del mondo contadino, sopravvissuto fino all’avvento delle macchine, «vive ancora grazie alla memoria storica degli anziani». È una sorta di collegamento ideale che ancora oggi proprio gli anziani mantengono con il passato, «ma che non sono riusciti ad ancorare alla civiltà delle macchine». Da qui una sorta di imperativo: «Fissare la memoria degli anziani; studiare la loro cultura». Se ci farà scoprire «come e perché tante tradizioni sono nate», potrà «aiutare a capire noi stessi, perché siamo così »». La ‘nciuria (il soprannome), su cui s’è appuntata in questo volume l’attenzione di Salvatore Maurici, «è una delle più genuine espressioni della cultura popolare, un’invenzione, spesso derisoria e scherzosa, che è affibbiata all’interessato, il più delle volte a sua insaputa». Per l’autore «la considerazione della marginalità, nella nostra cultura, di certe forme onomastiche, può spiegare il modesto interesse da parte delle scienze etnoantropologiche». Eppure attualmente in Italia c’è una rivalutazione «dello studio dell’eponimia in generale e dei soprannomi in particolare ». Salvatore Maurici è nato a Sambuca di Sicilia nel 1948; è un appassionato di storia e di vicende relative al mondo contadino. Tra i suoi ultimi lavori il poemetto autobiografico «Ballata del ricordo», anch’esso pubblicato da Saladino editore.