La festa di Tagliavia tra tradizione e innovazione

Una intera comunità coinvolta nella manifestazione, diventata occasione di attrazione turistica. Una celebrazione unica  e caratteristica che  mette assieme religione  e folklore siciliano. Domenica  28 maggio, giorno dell’ascensione,  si è svolta a Vita  la tradizionale ed attesa festa  in onore della Madonna di  Tagliavia, una solennità che  vanta origini antiche e che,  ancora oggi, in una atmosfera  gioiosa, riunisce tutta la popolazione  vitese coinvolgendo  grandi e piccoli. Una manifestazione  che rende la città  meta di turisti provenienti da  tutta la Sicilia attratti dalla  pomposità e dalla dedizione  che ad essa la comunità riserva.  Punto-cardine della celebrazione  è la cosiddetta «cavalcata  »: la sfilata per le vie  del paese di animali da soma,  alcuni dei quali da traino di  carri e carretti. Un appuntamento  imprescindibile per  tutti coloro che prendono parte  alla festa è la benedizione  mattutina degli animali in piazza Pirandello.  La benedizione religiosa dei  cavalli e dei buoi, protagonisti  anche loro della festa, risale  ad un’antica tradizione  che vedeva i vitesi, il giorno  dell’ascensione di Cristo, recarsi,  come in una vera e propria  transumanza, nella cittadina  di Corleone. Lì, al santuario  della Madonna del Rosario,  gli animali da soma, asini,  cavalli e muli, venivano  benedetti. Il momento clou  per i visitatori è il pomeriggio.  Come da programma,  alle 16, un maestoso corteo si  è snodato tra le vie del paese:  ha aperto la sfilata il Ceto dei  «pecorai», a seguire i «cavallari  », il carro del vino e delle  olive dei «viticoltori/olivicoltori  », il carro del Ceto dei  «burgisi», il Comitato Maria  Santissima di Tagliavia e, infine,  il Ceto dei «massari».  Ogni ceto, dalla chiesa ha iniziato  la propria sfilata in  groppa a muli, cavalli e carretti  siciliani bardati (adornati)  a festa, omaggiando festosamente  la folla con caramelle,  nocciole, frutta secca,  confetti, olive e vino.  Determinante nel clima festoso  sono state anche le musiche  del gruppo folcloristico  «Sicilia bedda». A chiudere la  sfilata, quest’anno, non uno,  ma due carri del pane, riprendendo  l’antica tradizione che  vedeva sui grossi maestosi  barrocci trainate da possenti  buoi, adornati con nastri e  piume, rispettivamente il Comitato  Maria Santissima di  Tagliavia e del ceto dei «massari  », maestose carrozze. Dall’alto  dei carri, entrambi i ceti  hanno lanciato in abbondanza  ai presenti i cosiddetti cucciddati,  il pane tipico della  festa di Tagliavia, che adornava  anche le due maestose  carrozze: ognuna era infatti  ricoperta da questi pani, ornati  al centro con garofani  rossi e bianchi.  Oltre ad essere un segno di  abbondanza, la festa è da  sempre espressione di ringraziamento  alla Madonna di  Tagliavia per il raccolto agricolo  e segno di fervente devozione  alla Madonna, eletta  compatrona del Comune di  Vita nel 2007, in occasione  del quattrocentesimo anniversario  della fondazione  della città. Momento culminante  della festa, al ritorno di  tutti i Ceti alla chiesa, è stato  quello della solenne processione  nella quale è stata portata  in spalla dai fedeli la  “Vara” lignea con l’immagine  della Madonna del Rosario,  che ha percorso l’intera cittadina.  Alla fine della processione,  uno spettacolo pirotecnico ha  chiuso i festeggiamenti che  quest’anno si sono rivelati  ancora più coinvolgenti, grazie  alla passione dell’intera  comunità.