La Biundo attacca Catania: «Si sente il re Sole»

Un attacco durissimo al sindaco Nicola Catania. Glielo ha sferrato la consigliera ex Pd Vita Biundo, esercitando il proprio diritto a dichiararsi soddisfatta o meno alla risposta del primo cittadino ad una sua interrogazione (sottoscritta anche da Aiello e dalla De Benedetti) relativa alla concessione dei contributi finalizzati alla promozione di attività e manifestazioni «socialmente utili». Una risposta, quella di Catania, arrivata dopo cinque mesi, ha denunciato la Biundo, e ciò nonostante la legge dia trenta giorni di tempo al sindaco per rispondere ai cosiddetti «atti di sindacato ispettivo». La Biundo ha anzitutto sottolineato che, «come al solito, alle interrogazioni che richiedono una risposta scritta, rispondono i funzionari». Ma le risposte, ha scandito la consigliera, come prevede anche il regolamento di funzionamento dell’aula, «devono essere date dal sindaco». Ma al sindaco, ha aggiunto velenosa, «conviene far rispondere il funzionario, così può scaricargli la responsabilità della risposta». La Biundo e gli altri due consiglieri interroganti, chiedevamo quali erano stati i criteri che si erano seguiti per la scelta delle sovvenzioni concesse. «Non ci è dato sapere», ha aggiunto astiosa. Inoltre, ha incalzato, «il regolamento vigente, quello del 1998, che regola la concessione dei contributi, parla di parere obbligatorio, anche se non vincolante, della commissione consultiva. Ma chi le ha viste mai – si è chiesta retoricamente – queste commissioni consultive che devono essere nominate dal sindaco? Il sindaco si preoccupa della democrazia partecipata, ma solo a parole e a modo suo, perché non si attiene neanche un poco al rispetto del regolamento». Poi l’affondo, durissimo: «Sindaco – gli ha detto con tono di sfida – , con la sua arroganza amministrativa, lei calpesta ogni regola. Tutto ciò denota la pratica, da parte della sua amministrazione, del peggior clientelismo ». la Biundo, nel continuare a pretendere una «risposta politica», ha evidenziato che «non si evince se le somme occorse per le feste siano state effettuate con contributi ricevuti o se siano state finanziate con somme tutte prelevate dal bilancio comunale, cioè dalle tasche dei cittadini». Ed ha quindi fatto l’esempio della rassegna «Artemusicultura» dell’anno scorso, manifestazione costata 90mila euro. «Lei, che si sente re Sole – ha concluso beffarda rivolta al primo cittadino –, ci illumini». Catania, intervenendo in una successiva questione, riferendosi alla Biundo, ha chiesto maggiore rispetto per i ruoli istituzionali. Per farlo ha usato una formula eufemistica: «Ci sono interrogazioni che vanno sul semplice e che lasciano trasparire un certo atteggiamento che non trovo consono al momento, interessante, per la comunità e per l’attività dell’amministrazione, a prescindere da chi la guida ». La questione co-marketing Anche Rocco Caracci ha voluto polemizzare con il primo cittadino. Lo ha fatto con una interrogazione relativa al comarketing a sostegno dell’aeroporto di Birgi. Secondo il consigliere di minoranza, il Comune di Partanna non sarebbe dovuto uscire dall’accordo per sostenere lo scalo trapanese. «Un grave errorre », lo ha definito Caracci. Catania, però, ha spiegato, con estrema precisione, tutti i passaggi, tecnici, normativi e politici, relativi alla gestione dell’aeroporto, al pagamento delle quote per il sostegno dello scalo, ed ha ricordato che per primo è stato il Comune di Trapani, capoluogo della Provincia e principale beneficiario della presenza dell’aeroporto nel territorio, con il suo commissario straordinario, Francesco Messineo, a chiamarsi fuori dalla partita.