Incendi dolosi, il nemico esiste

Il convegno del 10 agosto al bosco Angimbè ha fornito l’occasione per un interessante scambio di idee, di analisi e proposte per meglio comprendere perché la Sicilia brucia tutti gli anni in estate, e quest’anno più degli altri. I sindaci presenti (Calatafimi, Castellammare, Custonaci, comuni maggiormente colpiti dalla catastrofe ecologica degli incendi boschivi) hanno reso testimonianza della loro impotenza: pur subendo da vicino la ferita dell’incendio, non hanno i mezzi e le risorse per far fronte all’emergenza. La Regione, alla quale spetta per legge la regia del piano antincendio, si muove sistematicamente in ritardo e, pur potendo contare su molte migliaia di addetti antincendio, non riesce ad ottimizzare queste risorse, anche perché la gestione di questo “esercito” di forestali è assai remunerativa in termini della creazione di consenso politico. Il sistema di protezione del territorio potrebbe funzionare con maggiore efficienza, qualora la Regione si limitasse al ruolo di regista e coordinamento, lasciando la gestione dei mezzi e delle risorse agli enti locali, che potrebbero dare il meglio di sé nella difesa dei rispettivi territori. Altro argomento trattato è stato quello dell’utilizzo delle nuove tecnologie, come ad esempio il telerilevamento ad infrarossi, o il massiccio utilizzo di telecamere per il controllo del territorio, specie le vie di accesso alle aree demaniali. È stato anche sottolineata l’importanza di un più stringente controllo da parte dei comuni sulla esecuzione delle ordinanze della pulizia dei terreni privati confinanti con le aree boscate, onde evitare il facile innesco di incendi di natura colposa. Alla conferenza si è parlato di coscienza ecologica, religiosa o laica che sia, di doveri e responsabilità degli enti locali, di un metodo mafioso dietro ogni fiammella appiccata. Perché un nemico esiste. La partecipazione al convegno ha arricchito le informazioni e i dati esistenti riguardo una problematica di per sé assai complessa. È stata data voce non solo ai politici ma anche alla chiesa, ai movimenti, alle associazioni e ai semplici cittadini. Infine si è firmata la petizione per reclamare l’istituzione di una commissione di inchiesta su ogni incendio, chiedendo alla Magistratura di intervenire con delle indagini congiunte tra le procure anche attraverso l’istituzione di un apposito pool.

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Incendi dolosi, il nemico esiste
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