Il ponticello crollato e l’informazione gregaria

IL CORSIVO. Tutti ad inseguire i social-network e nessuno che verif ichi la notizia. C’è un fatto piccolo piccolo che però dice tanto sul come è conciata l’informazione. Pochi giorni fa, il pomeriggio dell’8 febbraio, viene giù un ponticello in contrada Bovarella (territorio di Salemi), in una stradina che è poco più di una interpoderale frequentata da pastori e pecore, neppure buona per le sparute coppiette in cerca di intimità. Il ponticello è su un torrente che affluisce al fiume Grande, il quale, a dispetto del nome, è poco più di un torrente che s’ingrossa appena negli inverni particolarmente piovosi. Capita allora che la notizia, propalata da qualche sprovveduto, senza alcuna verifica venga immediatamente pubblicata su siti d’informazione, blog d’accatto, e, cosa ben più grave, rilanciata financo da paludati quotidiani: tutti, ormai, a rimorchio dei socialnetwork. E tutti (o quasi) a scrivere di un indefinito ponte crollato nei pressi dell’autostrada e di vigili del fuoco alla ricerca di morti, feriti e dispersi. Ora, non è necessario essere dei cronisti avveduti, ma quantomeno dei conoscitori del territorio, per capire dove fosse il ponticello in questione e farsi venire il dubbio che difficilmente ci potesse scappare il morto. Sarebbe bastato chiedere a qualche pastore. (v.d.s.)