Il libro. La «Storia del Belice» secondo Vito Bellafiore Dal terremoto del 15 gennaio 1968 alla rinascita negata

Un documento importante che ha visto la luce in occasione del cinquantesimo anniversario del sisma: il volume «Storia del Belice – Dal terremoto alla rinascita negata (1968-2018)», di Vito Bellafiore (Mazzotta editore) raccoglie le relazioni che l’ex parlamentare svolse nella sua qualità di coordinatore dei sindaci belicini, una carica che mantenne fino al 1998. Di quella generazione formidabile di sindaci che visse direttamente la difficilissima fase della ricostruzione, Bellafiore (che dal 1955 al 1983 fu primo cittadino di Santa Ninfa) costituisce, di fatto, la memoria storica, essendo l’unico oggi in vita (gli altri erano il sindaco di Gibellina Ludovico Corrao, quello di Salemi Peppino Cascio, di Partanna Vincenzino Culicchia e di Vita Pietro Leone). «In occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che, nel gennaio 1968, sconvolse l’intera Valle del Belice, questo libro – spiega l’editore – nasce per tentare un bilancio e tracciare la storia di un eterno presente». Nella rievocazione del fervore di quegli anni, Bellafiore documenta, attraverso la pubblicazione di tre sue relazioni (relative a quegli anni) e di atti pubblici inediti, la storia istituzionale di una realtà drammatica fatta di ritardi e di inefficienze, di promesse vane e di retorica. La storia di un territorio che ancora reclama diritti. Una sorta di «atto dovuto», di denunce e di proposte, che vuol richiamare alla mente, «anche di chi ha la memoria corta e non vuole ricordare, cos’è veramente successo o che mai è avvenuto». La prefazione del volume è di Gaetano Gorgoni, che fu sottosegretario ai Lavori pubblici con delega per la ricostruzione del Belice tra il 1983 e il 1987, «uno dei pochi uomini di governo – secondo Bellafiore – che ha risposto positivamente alle legittime richieste del Belice ». A Gorgoni va peraltro riconosciuto il merito maggiore per l’approvazione della legge 120 del 1987, che finalmente riconobbe ai terremotati della Valle il diritto alla pari dignità rispetto agli altri terremotati colpiti da analoghe calamità (Friuli ed Irpinia). Vito Bellafiore è nato a Santa Ninfa nel 1929. Insegnante di scuola elementare, pratica fin da piccolo la bottega artigiana di calzolaio del padre, luogo di ritrovo, durante il regime mussoliniano, di tutti gli antifascisti del paese. È in questo ambiente che si forma politicamente. Nel 1943 inizia a svolgere l’attività politica militando nelle file del Partito comunista italiano. Nel 1952 viene eletto per la prima volta consigliere comunale e, successivamente, nel 1955, diventa sindaco di Santa Ninfa, carica che ricoprirà fino al 1983. Nel 1971 è eletto parlamentare all’Assemblea regionale siciliana. Nel 1983, infine, è eletto senatore della Repubblica.