Il festival delle «comunità ospitanti»

INTEGRAZIONE. Tre giorni di incontri, riflessioni e confronti controcorrente. Tre giorni in cui confrontarsi sul tema delle migrazioni. Dal 13 al 15 ottobre, rappresentanti delle istituzioni, ong, associazioni e cooperative si sono sedute attorno allo stesso tavolo per studiare il fenomeno e portare a galla i possibili modelli di gestione, con un occhio rivolto anche al dibattito sullo ius soli e sullo ius culturae. Il «festival delle comunità ospitanti », promosso dal Comune di Salemi nell’ambito del progetto «Sprar», in questa sua seconda edizione è stato organizzato in collaborazione con la cooperativa sociale «Cresm », con il Forum del terzo settore della provincia di Trapani, con l’Istituto comprensivo «Giuseppe Garibaldi-Giovanni Paolo II» e l’Istituto superiore «Francesco D’Aguirre », guidati dai rispettivi dirigenti, Salvino Amico e Francesca Accardo. Numerosi gli appuntamenti che si sono tenuti tra il castello normanno-svevo e il chiostro di Sant’Agostino, nel quale si sono svolti laboratori artistici urbani e mostre. All’interno del ricco programma anche l’inaugurazione della mostra fotografica al «Museo della mafia e officina della legalità» intitolata «Io sono io. 40 autoritratti», curata da Sandro Scalia; le presentazioni di due libri al castello: la «Guida alla street-art in Sicilia », e «Riace, il paese dell’accoglienza », quest’ultimo di Antonio Rinaldis, filosofo e insegnante, autori di diversi saggi (soprattutto sulla figura di Albert Camus) e romanzi. Apprezzata anche la mostra «The follow of time», di Pasquale Mazzullo, a cura di Paula Gnidziejko, che accompagna l’indignazione dell’artista verso una politica corrotta che non protegge la nostra terra. Agli incontri hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi, operatori del settore, rappresentanti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e di «Save the children». «Una comunità – ha commentato il consulente del Comune per la cultura, Giuseppe Maiorana – è ospitante se responsabilmente, come cittadini, operatori, amministratori, educatori ed associazioni, si riesce a cambiare il modo di stare insieme; una comunità è ospitante se siamo disponibili a creare una rete sinergica, virtuosa e non autoreferenziale, che lavori per l’affermazione del diritto dell’altro, libero gesto e sincero atto d’amore».

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Salemi. Tre giorni di incontri, riflessioni e confronti controcorrente. Tre giorni in cui confrontarsi sul tema delle migrazioni.
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