Il Consiglio chiamato a scegliere tre revisori

COMUNE. La nuova modalità di selezione ha tolto all’aula il potere di eleggere i componenti del Collegio. L’incarico dell’uscente Girolamo Nicolosi è scaduto lo scorso 26 ottobre. Completato intanto l’elenco dei legali che potranno rappresentare l’ente. C’è grande fermento tra le “mura” del Comune di Partanna, che ha istituito, dopo l’apposito avviso, il nuovo elenco degli avvocati di fiducia che saranno chiamati a difendere l’ente sia in sede civile, amministrativa che penale per tutte quelle cause il cui valore massimo non superi i 40.000 euro. Così, come già avvenuto in altri comuni del Belice, anche l’amministrazione partannese si è dovuta adeguare alle “moderne” normative che prevedono nuove modalità nella scelta dei professionisti. Infatti, mentre in passato il tutto avveniva procedendo con incarichi di tipo fiduciario, adesso chi è interessato ad essere inserito nel suddetto elenco, deve innanzitutto possedere determinati requisiti, tra cui l’iscrizione all’Ordine degli avvocati; non trovarsi in stato di incompatibilità con la pubblica amministrazione; non aver sostenuto cause contro l’ente da almeno due anni, e non essere destinatario di una sentenza di condanna. Alla fine dei trenta giorni previsti dalla legge, sedici sono state le istanze giunte, tramite posta ordinaria o certificata, all’ufficio protocollo. La commissione (composta da tre membri e presieduta dal responsabile dei servizi legali Doriana Nastasi) nominata il 15 settembre, si è riunita il 18 e il 19 dello stesso mese, ed il 5, 6 e 13 ottobre, per procedere alla verifica della sussistenza dei requisiti richiesti ai candidati. Al termine, solo un’istanza è stata esclusa, in quanto l’avvocato in questione (Francesco Cardinale), nell’anno in corso ha intentato causa contro il Comune di Partanna, venendo meno così ad uno dei prerequisiti richiesti. L’elenco definitivo avrà una durata triennale e sarà aggiornato annualmente. Chi sarà interessato al rinnovo, dovrà presentare la documentazione necessaria; inoltre, nell’affidamento degli incarichi, si seguirà il principio della rotazione, o quella della specifica professionalità richiesta, secondo criteri non discriminatori di economicità e di efficacia. Revisori, torna il Collegio Ma le “fatiche” per il Comune di Partanna non finiscono qui. Il 26 ottobre infatti è scaduto l’incarico dell’attuale revisore dei conti (Girolamo Nicolosi), quindi l’amministrazione ha provveduto, come si fa in questi casi, a pubblicare un avviso per la ricerca delle figure, che tornano ad essere tre come in passato. Chiunque fosse interessato e possieda i requisiti richiesti (essere iscritti da almeno cinque anni nell’albo dei revisori o dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; aver svolto almeno un incarico di revisore dei conti presso enti locali della durata di tre anni; aver conseguito dieci crediti formativi tramite corsi o seminari sempre nell’ambito finanziario; essere residenti in Sicilia; non aver ricoperto lo stesso incarico nel biennio precedente; non essere membro di un organo regionale di controllo, o segretario o dipendente presso l’ente in cui deve essere nominato), potrà procedere alla presentazione della domanda. Rispetto a qualche anno fa, diverse sono le novità per questo delicato ruolo: i revisori hanno, tra l’altro, il compito di controllare che il bilancio venga redatto in modo corretto. La prima novità riguarda proprio il numero dei revisori: infatti, in base alla popolazione residente al 31 dicembre 2015, il Comune di Partanna nominerà un Collegio di revisori, composto da tre componenti. L’altro importante cambiamento riguarda la modalità di elezione. Mentre in passato era il Consiglio comunale a deciderne direttamente il nome, adesso il tutto avviene tramite sorteggio pubblico, tra le candidature arrivate. Quest’ultima novità, che ha eliminato un paradosso (in cui la politica sceglie un organo che deve controllarla), non ha, in molti casi, incontrato le “simpatie” di alcuni amministratori pubblici che, in un ambiente in cui i controllori non sono più scelti dai controllati, ritengono che in questo modo, venga affidato un potere discrezionale ai revisori. Non è un caso che ormai in molti comuni si assista a scontri molto tesi tra il Consiglio comunale ed i revisori: l’esempio di Vita è emblematico. Valentina Mirto