È iniziata la lunga stagione elettorale

Con la presentazione  delle liste  per il rinnovo  dell’Assemblea  regionale siciliana  e l’elezione  del nuovo presidente  del governo isolano,  si è ufficialmente aperta la  stagione del voto. Una stagione  di cui la data del 5 novembre  costituirà non il momento  d’arrivo, ma quello di  partenza di un lungo periodo  di chiamata alle urne che  attraverserà l’autunno, l’inverno  e la prossima primavera  per concludersi solo a  giugno dell’anno prossimo.  Dopo il “passaggio” delle regionali  si aprirà la fase delle  elezioni politiche: a marzo si  voterà infatti per il rinnovo  del Parlamento nazionale.  Le forze politiche sono attive  in queste settimane su due  fronti: quello della messa in  sicurezza dei conti pubblici,  con la manovra di bilancio  che impegnerà Camera e Senato  fino all’inizio di dicembre;  e quello della nuova legge  elettorale, che dovrebbe  uniformare il sistema di voto  per entrambe le Camere  e, soprattutto, garantire la  governabilità del Paese. La  lunga stagione del voto sarà  allora nel vivo, perché pochi  mesi dopo, verosimilmente  la prima domenica di giugno,  ci sarà, infine, la tornata  amministrativa che interesserà  molti comuni, chiamati  a rinnovare sindaci e  assemblee civiche. E, in Sicilia,  anche le province, che  parevano cancellate e invece,  come la Fenice, sono risorte  dalle loro ceneri dopo  che l’Ars ha approvato la  nuova norma sull’elezione  diretta di presidenti e Consigli  provinciali. Questi enti  intermedi hanno solo cambiato  nome: oggi si chiamano  «Liberi consorzi comunali  ». La sostanza però non è  cambiata, dal momento che  il governo nazionale, diversamente  da quel che s’era  pensato in un primo momento,  non ha impugnato  davanti la Corte costituzionale  la legge regionale siciliana  che ha azzerato la precedente  riforma. Vincenzo Di Stefano