Cultura. Il nuovo volume di Salvatore Agueci In libreria

 

In libreria, da poche settimane, l’ultima fatica di Salvatore Agueci, «Riflessioni di un viandante » (a fianco la copertina), edito dall’Asla di Palermo con la prefazione di monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani. Scrive l’autore, nel presentare il saggio: «È un piccolo vademecum da portare nel viaggio della vita, cui fare riferimento in alcuni momenti, soprattutto quando non si trovano le risposte esistenziali a domande impellenti che turbano l’uomo, lo bloccano e lo sviano da un cammino irto spesso da difficoltà e minacciato da avventori d’ogni genere. Trovare una piccola “oasi” a cui abbeverarsi, dà sollievo e incita a continuare il percorso: la meta diventa più vicina e la speranza di raggiungerla non si affievolisce, poiché non si dà ragione ai banditori fumosi di “almanacchi” e ai mistificatori di turno d’ogni epoca». Aggiunge Fragnelli: «Agueci in questo agile volume “riflette” sul senso che giovani e anziani, uomini e donne, laici e consacrati, credenti e non, attribuiscono alla vita come pellegrinaggio. La riflessione tiene uniti il polo della memoria e la lente d’ingrandimento sulla società di oggi. Egli fa scoprire valori antichi e nuovi con la forza del dialogo e del racconto, non mancando di segnalare il ruolo attuale della Chiesa, impegnata a combattere la cultura dello scarto e dell’indifferenza. La pubblicazione invita a superare i miti etnici (“Siamo tutti meticci”) e ad accrescere la propria ricchezza a contatto con la diversità e nella richiesta di perdono. Questi atteggiamenti incoraggiano, nel mondo attuale, a difendere le persone piuttosto che i confini, a cercare la fedeltà di ogni stato di vita non nell’immagine ma in una progressiva appropriazione dei valori, a uscire dall’inerzia e dalla cristallizzazione sociale». Nello spiegare l’origine del titolo, l’autore aggiunge: «Non ho tenuto conto degli aspetti negativi (se considerati tali lo sono in vista del bene che arrecano) che la mobilità comporta, ma quelli positivi. Immerso nella natura, l’uomo vive la sua infantilità e ritorna a un pensiero che lo conduce ai primordi della propria esperienza ancestrale. Oggi tutto questo è stato travisato da una società globalizzata e dalla tecnologia che allontana dalle “ricchezze” che una vita povera arrecava con sé». Per Agueci ci sarebbe però «un tentativo di ritorno ad esse».

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